si smarriscono i pensieri...
folle di parole nella mente
infieriscono svuotandola.
Quando il buio, poi, ti assale
il silenzio ti rende sola.
È un male che corrode,
è il dolore a cui non sfuggi.
Quando il telefono non squilla,
quando allo specchio non sei tu
quando per casa c'è disordine,
e tutto il resto non ha più senso.
Quando l'amore se ne va
non riesci ad aggrapparti
né ai ricordi, né alla vita,
né ai sorrisi andati via con lui.
Vado sempre dove dice il cuore,
faccio tutto quello che lui vuole,
vado anche fino in cima al mondo,
sfido acqua e fuoco che ho davanti.
E torno lì, dove batte il sole,
seduto al sasso dove ti aspettavo,
ricordi belli di un grande amore,
torno deluso e mi si spezza il cuore.
Vado per le strade, sono confuso,
cerco una ragione a questa vita,
restano ricordi ormai lontani,
ho perso tutto e me ne rendo conto.
E torno lì, a scrutare il cielo,
cerco quegli occhi che mi fan sognare,
sogni perduti lì, in fondo al mare,
li cerco in cielo fra tutte le stelle.
E torno lì, dove batte il sole,
seduto al sasso dove ti aspettavo,
e torno lì, a scrutare il cielo,
cerco quegli occhi che mi fan sognare.
Ti bevo... fresco desiderio, attingendo alla tua pelle, sensuale hai l'odore dell'aria di mare, brezza scorri dolce nelle mie vene... in attesa che il "Phatos" decida le sorti...
Quel giorno che d'inganno t'avvicinasti invadente come un malandrino quasi prepotente,abbagliato dicesti dallo splendore dei miei occhi,ti ci tuffasti dentro senza chiedermi permesso...e fu allora"ca mi scippasti ù core"perdendomi in un turbinìo d'indescrivibili emozioni d'amore a prima vista che vorace ora come allora mi spoglia l'anima.
riposavo nell'oblio dei miei sensi.
Riscoperta con enfasi, oggi...
s'è acceso il desiderio di possederti.
Bramo dentro alle urla di gemiti,
eccitate per la volontà d'averti
tra le mani e dentro al cuore...
che si adagia sul tuo giaciglio.
Sfioro, adesso, con le morbide labbra,
un'involontaria lacrima straziata,
che leviga la pelle già arsa
di un viso tormentato e sopraffatto.
Respiro nel sospiro perpetuo, bruciamo, lasciandoci alimentare dal vento come fiamme senza tempo... Accresce in me in silenzio, l'infinita melodia del divenir strumento desiderato, dal tocco tuo strimpellato.
Voglie mutabili come alberi di primavera, robusti tronchi pronti sostegni delle nostre vite, aggrovigliate tra rami e spini. Alziamo gli occhi al cielo nell'unicità delle nostre anime rivelate, eccole sbocciate, nel trionfo dell'amore.
Le luci vacillavano nel loro perdersi
ai confini del cielo
le tue acque continuavano ad agitarsi
d’oscuri sogni
spinte dal vento
contro le mie amate rocce
la spuma ribolliva frustata dalla marea
in un moto perpetuo di imperituro
succedere di cicli vitali, sensi ed emozioni
che non davano tregua, non conoscevano la quiete
di una calma piatta
era difficile navigare sulla tua corrente
così mutevole così suadente al calore del sole
terribile all’addensarsi delle nuvole
per questo mi son tramutato in roccia
di scogliera
starò lì fermo immerso nel tuo tepore
attenderò i tuoi umori con la pazienza
di chi non giudica sempre veglierò sull’eterno
movimento delle tue maree
mentre la luce della luna continuerà
a battere sulle mie rocce
la mia pietra starà sempre dove potrà
essere bagnata dal tuo mare
potrai sempre appoggiarti a me
finché la notte succederà al giorno.
Cammino confusa in queste strade conosciute
la pioggia insistente accompagna i miei pensieri
i passi giocano con l’asfalto bagnato
e i ricordi non lasciano la presa
ballano trasparenti
una danza stringente
che afferra la mia anima
e mi riporta a quella
luce segreta
del mattino
che coraggiosa
inondava la mia vita
parlandomi di te.
Tocco cristalli,
cristalli di felicità,
quando i tuoi occhi,
messaggeri d’amore,
sorrisi aprono al cielo
dove l’antica mia vela
brezza su brezza guadagna
per giungere nuova,
immacolata e bianca
come vita che nasce,
nel punto di un blu
che al mare ha rubato
e pantone non ha.
un cuore
ah mendace ingannevole vita...
ci osservi rincorrere il vento in un incessante crepitio
sofferente accolgo le tue
esili membra
ah oscura divinità custode del tempo
trepidamente assapori i granelli sparsi dalla clessidra
stringo con i pugni il tuo anelito di fiato
seguo le vitree pupille che sol poc'anzi si soffermavano curiose al mondo,
ossute mani e vuote orbite formano minuscoli grumi di sabbia ove la clessidra incalza,
pur tuttavia le tue spalle forti, un sorriso, l'amore eterno,
lieta son che il tempo nulla possa ordire
e che la tua essenza volga verso l'infinito.
senza la fretta del rapitore,
con fragile ingenuità
mentre raccogli stelle
distesa sul mare nostro di papaveri
dove affondano i sogni
nel ventre della notte
e poserei le mani stanche
sui tuoi fianchi d’alabastro
con la delicatezza cieca
di chi sfiora un monile prezioso.
Osserverei attentamente
le ombre che disegna
la luna sul tuo viso
cercherei di conoscerle
una dopo l’altra
e apprezzerei il tuo odore
quell’impronta lieve di fiori
abbandonati in un cassetto.
Appoggerei l’orecchio sulla gola
per udire il tuo respiro,
il gesto delle labbra quando preghi
e quello delle dita quando godi.
Un altro “Si, lo voglio”
Dopo tanti anni di solitudine
Di tempo usato male,
piangersi addosso, mille perché …
ed ora un altro “si”
E’ amore, un altro amore
Non ricorda il primo, nessuna similitudine,
come la prima vita vissuta in due
non ne esisteranno più.
Lo stupore sta nel riprovare quel battito del cuore antico,
adolescenziale, il rossore per un complimento.
Lo scambiarsi telefonate ad ogni ora del giorno
Messaggi coi cuoricini …. Non è stupido ….
È bellissimo, da emozioni che non ricordavi più
Il cuore accelera i battiti non è ipertensione
Passeggiare mano nella mano,
guardarsi in silenzio negli occhi …. E poi …
una sera al ristorante la scatoletta blu ….
“Mi vuoi per il tempo che ci resta?”
Un sorriso, un timido ma fermo sì …
E siamo davanti a Dio
Per il fatidico dolcissimo: “Si lo voglio”
più di sempre più di prima
immensamente.
Ed è un vivere
un piacere immenso
avere voglia di fare l’amore
un desiderio desiderare
che non finisca mai.
Come sempre sarà così
anche quando sarai lontano
e ti sembra che il mondo finisca
ma non hai tempo per piangere.
Più di sempre sarà bellissimo
ricordare quei giorni di sole
in un prato fiorito
da profumate viole
e col cielo
che vi vede osservare
l’immensità del cuore.
Sarà un vivere così
nascondendo i sentimenti
dentro una nuvola.
scrivo al più presto
ciò che nell'animo
porto nascosto
per liberarmene
far scorrere il tempo
la linfa nel deserto
sono in tempesta,
questa verità resta.
Amor cantato
non ho trovato
non nato
non vissuto
all'inverarsi rifiutato.
Un senso unico,
energia implosa
a scatola chiusa,
eppure,
fra ferite nuove
salate, sparse
di lacrime amare
cerco nuova luce:
ogni anima
felicità merita...
chissà che frase fatta
sia anche vera.
Dov’è la dolce aria di settembre
che sfiorava le nostre braccia
tese verso i nostri corpi?
Dov’è
la luce ramata del sole
di fine estate
che faceva brillare i tuoi capelli
e sembrava dirci
“Non abbattetevi al primo vento freddo
coltivate il vostro fuoco durante le gelate
tornerò ad illuminarvi scaldando di nuovo
i vostri volti facendovi prendere di nuovo per mano”?
Dov’è
il tuono che ci svegliava dagli incubi
afosi e dal terrore di pensieri malati
insegnando di nuovo alle nostre menti
la percezione del vero?
Dov’è
la nostalgia per il fiore che germogliava
sul prato mentre il sole baciava
i suoi petali?
Dov’è
la montagna che ci guardava
immutata nel tempo quando correvamo
liberi sui prati ai suoi piedi
e l’erba abbracciava le nostre caviglie
non volendoci far abbandonare quel posto
incantato?
Dov’è
finita la nostra vita
annientata dalla paura?
Forse è rimasta solo un’ombra scura
simulacro abitato da spettri?








