Carne tesa nel respiro del corpo.
Non cercare il mio volto:
leggimi l’anima
tra le piaghe del disordine.
Sotto il peso di un desiderio
randagio e maledetto
è il mio destino.
C’è un erotismo
che non ha bisogno di labbra,
ma solo di ossa e mani
che affondano nella mia carne,
consumata sul pavimento della rabbia.
Il peccato non è l’atto,
ma la bellezza atroce di questo fatto.
