La vidi così: abito nero,
gambe scoperte.
Qualche giorno prima,
vestiva disordinata.
Colpa mia,
non l’avevo notata.
Poi, il colpo.
Lei mi guardò.
Un istante colpevole.
E io, lì, come chi
non ha mai visto una donna.
Rimandai lo sguardo
restando a bocca aperta,
interdetto nelle mie ossa:
eccitato, intimorito, incenerito.
Una paura infinita,
volevo morire tra le sue labbra.
Il suo flash durò poco.
Con un sorriso trionfante,
si girò, sfilando per la sua strada.
Una certezza amara.
Quello era l'avvertimento
di una luna meravigliosa,
circondata dalle miserie.
