Torni allo stesso modo ogni volta come
una pastorella che sverna a valle e rincorre
immutabile il gregge, cammino assolato
per le strade di montagna.

A volte mi mimetizzo nell’oggi nelle
attività nelle frasi e non rinnego questo
destino ribelle che ogni tanto mi incastra
in sortilegi.

Mi associano a uccelli migratori a sogni
inespressi in lingue che non mi appartengono,
in stazioni che carpiscono suoni strani.

Il paesaggio spesso ha sempre colori tenui
come pulviscolo in attesa di penetrare nei
vetri delle case e fa male l’attesa dell’ arrivare,
perdersi nei vertici di poco conto.

E ti lascio a volte parlare assaporando un
ricordo come tatuaggio inespresso, c’è chi
dipinge il cielo di questa vita futura a
memoria come di storie pregresse.

Un giorno dirò addio al crepuscolo al volere
di una notte, mentre entra la speranza.
pioggia 2
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Profilo Autore: Giuseppe Buro  

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