La mia esperienza con un’altra vita ? Voglio raccontarvi una esperienza che ho avuto da ragazzo,
spesso mi pongo domande a cui non so dare una risposta. Avevo otto anni, un giorno mi venne
un forte dolore all’addome un mal di pancia fortissimo che mi faceva delirare, mamma chiamò il dottore
e dopo avermi visitato mi diede una bevanda, quando ero piccolo era il farmacista che preparava le ricette,
non esisteva una compressa per ogni male.
Questo dolore persisteva e durò circa due giorni, il medico quando mi visitò disse che ero affetto da colite,
ricordo che la bevanda era in una bottiglia piccola, la bevvi in tre o quattro sorsi, il dolore però era sempre li,
persisteva e due tenaglie parevano stringermi l’intestino, dolori che non sopportavo, per cui piangevo,
sembravano tutti impotenti, dal forte dolore mi addormentai.
Pareva di aver sognato, ma non ne sono sicuro, una signora vestita di bianco che mi sorrideva era
vicino al mio lettino, io aprii gli occhi, questa signora mi sorrideva, poi mi parlò disse che non dovevo
spaventarmi, quando mi svegliai raccontai l’episodio a mamma, gli dissi di aver visto una signora che
mi salutava e mi sorrideva, mi parlò dicendo di non temere.
Mamma era molto religiosa disse che quella signora che mi aveva parlato era la Madonna,
che era venuta a trovarmi per dirmi che sarebbe andato tutto bene.
Finalmente chiamarono un signore amico di famiglia che aveva la macchina, papà non c’èra era in Germania ,
veniva a casa due volte l’anno, a volte neanche ricordavo come era il suo viso, lo vedevo dalle foto che mandava
a mamma, lo conoscevo attraverso le lettere che arrivavano ogni quindici giorni.
Questo signore si chiamava Francesco, una brava persona, lo ricordo con affetto, mi prese in braccio,
non pesavo più di trenta chili, ero l’unico della famiglia che non ingrassava mai, le mie sorelle
erano tutte belle in carne, a me mi si contavano le costole.
Finalmente arrivammo in ospedale, senza perdere tempo mi portarono in sala operatoria,
a detta di mamma l’operazione durò circa tre ore, quando uscii dalla sala non ero sveglio,
quindi non ricordo di aver visto la mamma.
Tutto il tempo dell’operazione, mia mamma e mia sorella maggiore pregavano, ero in coma,
avevo un tubo nella gola, queste cose le seppi poi da mamma, ad un certo punto mi sembrò di volare,
come se mi sollevassi dal letto per arrivare in alto verso il soffitto.
Guardavo il mio corpo disteso nel letto, nei pressi c’era la mamma, mia sorella maggiore e due zie,
dall’altro oltre a vedere me nel letto e i parenti sentivo anche i loro discorsi, sentii dire che la zia,
parlava con mamma gli diceva, fa il telegramma a tuo marito in Germania che il ragazzo sta male,
forse non ce la fa a vivere, mamma piangeva, stetti tre giorni in quello stato come a dormire,
ma non dormivo, ero si con gli occhi chiusi ma sentivo tutto, il mio corpo fluttuava fin sotto il soffitto.
Nel corridoio dell’ospedale c’erano delle statue di Santi, mamma si inginocchiò davanti a quella di Sant’Antonio
da Padova, all’improvviso vidi una forte luce, bianca, in questa luce un frate vestito con una tonaca,
si avvicinò chiamandomi per nome, Giuseppe svegliati, apri gli occhi.
Era circa mezza notte mi svegliai, chiamai la mamma, mamma era sempre li con me mi diede la mano
e disse come stai, come ti senti, io risposi bene mamma.
Siccome ero piccolo mi avevano messo nella stanza delle donne, mamma si vergognava a stare
nella stanza degli uomini.
Mamma si abbassò e mi accarezzò, mi chiamò per nome, lei mi chiamava sempre con un nomignolo,
dissi : mamma devo fare pipì portami in bagno, non potevo muovermi, mia sorella prese la padella
per farmi fare pipì.
Ecco, questa mia esperienza la ricordo molto bene ancora oggi, come è possibile che io disteso
nel lettino vedevo dall’alto il mio corpo nel letto, e, come era possibile ascoltare e vedere
i miei parenti, se tecnicamente non avrei potuto farlo ?
C’è qualcosa che va oltre la scienza, oltre ogni ragionevole teoria scientifica, c’è qualcosa
che noi non sappiamo e non conosciamo.

Commenti
LIETA SETTIMANA GIUSEPPE.
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Tu l'hai proprio fotografata...Certam ente, e intensamente l'hai viasuta...Ce l'hai fatta vivere. Grazie!