Eppure la sera
c’è un congedo
proveniente dalle cose
dalla forma di strascico
un boa di struzzo 
di materia liscia che non si afferra 

Uno squittio d’ebano va a chiudere fessure
piccole palpebre smettono di agitarsi
legate in un pegno, sonno nel sonno

parlano voci 
di un tono più giù del suono
lente gocce -incensi, unguenti, impressioni
di zero nel pensiero-
dal nero affiorano
e al nero si disciolgono
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Rocco Michele LETTINI
+1 # Rocco Michele LETTINI 27-08-2015 14:34
Nel distico di chiusa... diligente osservazione. Il mio elogio e la mia lode Rita.
nabrunindu
+1 # nabrunindu 27-08-2015 23:14
bella!
Valerio Foglia*
+1 # Valerio Foglia* 30-08-2015 11:55
Ciao Rita. Letta e riletta. Questo squittio d'ebano, mi ha reso leggero. Grazie.
Rita Stanzione*
# Rita Stanzione* 15-10-2015 21:37
Mi scuso della lunga assenza e vi ringrazio :-)

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.