Eppure la sera
c’è un congedo
proveniente dalle cose
dalla forma di strascico
un boa di struzzo
di materia liscia che non si afferra
Uno squittio d’ebano va a chiudere fessure
piccole palpebre smettono di agitarsi
legate in un pegno, sonno nel sonno
parlano voci
di un tono più giù del suono
lente gocce -incensi, unguenti, impressioni
di zero nel pensiero-
dal nero affiorano
e al nero si disciolgono

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