Dopo “È l’ora (Lord Byron)”, da “It is the hour" (17.04.2025), propongo questa libera traduzione/interpretazione di “She walks in beauty”, dello stesso Autore. Anche questa volta ho cercato di avvicinarmi allo schema compositivo originale preservandone rime e musicalità.

Ella cammina nella sua bellezza
qual notte in tersi cieli e firmamento,
e tutto il meglio in buio e brillantezza
di lei s’incontra in occhi e portamento,
sì addolcito in tal molle lucentezza
qual nega il cielo al giorno più opulento.

Un’ombra in più e di luce in men un raggio
dimezzato la grazia avean silente
che in corvin treccia d’onda dà miraggio
il volto le rischiara lievemente;
ove pensieri son dolce linguaggio,
pura e cara dimora della mente.

E sopra quelle guance e quella fronte,
così soffici, calme ma eloquenti,
sorrisi e tinte fanno ardenti impronte,
ma in bontà giorni narrano fluenti,
una mente a ciascun di pace fonte,
un cuor i cui amor sono innocenti.

TESTO ORIGINALE INGLESE:
She walks in beauty, Lord Byron

She walks in beauty, like the night
Of cloudless climes and starry skies;
And all that’s best of dark and bright
Meet in her aspect and her eyes;
Thus mellowed to that tender light
Which heaven to gaudy day denies.

One shade the more, one ray the less,
Had half impaired the nameless grace
Which waves in every raven tress,
Or softly lightens o’er her face;
Where thoughts serenely sweet express,
How pure, how dear their dwelling-place.

And on that cheek, and o’er that brow,
So soft, so calm, yet eloquent,
The smiles that win, the tints that glow,
But tell of days in goodness spent,
A mind at peace with all below,
A heart whose love is innocent!

Testo prodotto  dal Traduttore Google
(Cammina nella sua bellezza)


Cammina in bellezza, come la notte
di climi senza nuvole e cieli stellati;
e tutto ciò che di meglio c'è nell'oscurità e nella luce
si incontra nel suo aspetto e nei suoi occhi;
così addolcita da quella tenera luce
che il cielo nega al giorno sfarzoso.

Un'ombra in più, un raggio in meno,
avevano in parte sminuito la grazia indescrivibile
che ondeggia in ogni chioma corvina,
o dolcemente illumina il suo volto;
dove pensieri serenamente dolci esprimono
quanto è pura, quanto è cara la loro dimora.

E su quella guancia, e su quella fronte,
così dolci, così calmi, eppure eloquenti,
i sorrisi che conquistano, le tinte che ardono,
ma raccontano di giorni trascorsi nel bene,
una mente in pace con tutto ciò che è al di sotto,
un cuore il cui amore è innocente!
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Commenti  

ioffa
# ioffa 02-07-2025 01:07
Il testo originale ovviamente non lo capisco perché io essere icniorantizzimo in forestieri idiomi, so sì cosa vuol dire "yes" e pure cosa vuol dire "not", ma non so niente di pronuncia e sillabazione e di conseguenza di rime e metriche straniere, neanche l'adesione delle due traduzioni al testo originale posso valutare, però scordando l'originale e guardando solo le due versioni italiane, direi che i significati coincidono, le scene tratteggiate sono le stesse, le emozioni trasmesse però sono molto più profonde nella versione di Sisifo, perché veicolate da una lettura molto piacevole delle tre sestine, uno scorrere dei versi in piacevoli endecasillabi dolcemente ricamati da rime perfette che purtroppo la versione di Google assolutamente non ha, è praticamente prosasticamente incespicante in una traduzione che forse è utile agli angloignoranti come me per capire di cosa parla, ma è mortificante dal punto di vista della liricità. Liricità che immagino un anglofono possa cogliere nella versione di Byron almeno quanto io la colgo nella versione di Sisifo, ma appunto immagino soltanto; restando ancorato ai fatti compatibilmente con la mia capacità di leggere e capire l'italiano e l'inglese, senza dubbio la versione che mi affascina e mi conquista è la 1ª, «Ella cammina nella sua bellezza»
Sisifo Gioioso
+1 # Sisifo Gioioso 02-07-2025 14:16
Grazie ioffa. Io credo sia un grosso problema approcciare un testo poetico straniero, dove la traduzione non è solo una questione lessicale, come immagino avvenga con la prosa. Sicuramente molti testi poetici, e mi riferisco anche alla maggioranza della produzione attuale, italiana e no, si traducono con le sole difficoltà che si incontrano nella prosa. Perché, sostanzialmente, sono prosa spezzettata e verticalizzata (a volte fin troppo). Molto più complessa è invece la traduzione di un testo scritto originaroamente in metrica e rime, che comporta o la rinuncia, appunto, alle sue caratteristiche, oppure l'apporto di significative modifiche.
Oudeis
# Oudeis 02-07-2025 08:56
Sisifo, nel titolo manca una l. Ciao
Sisifo Gioioso
# Sisifo Gioioso 02-07-2025 09:52
Grazie. E' l'unica cosa che non ho trasferito col copia-incolla. Stanchezza dell'ora tarda.

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