Sono tutti così belli fuori,
con le ortensie appese sui balconi,
le persiane rifinite di tutto punto e le
facciate fresche di intonaco,
ma che interno malinconico.
La polvere ha marcato bene ogni angolo,
è sparito, dunque, ogni pensiero circolare.
Ci sono strati scuri, lì sul pavimento tra le fughe,
croste in mezzo alle fessure
di quella festa di tappeti esuberanti,
messi sopra i buchi come tappi,
come belle maschere
su di una faccia che non si vuol mostrare.
Un interno abbandonato,
il soffitto macchiato
il tetto appoggiato, precario
su portanti ormai di stenti.
Le vedi Indaffarate, affannate le mani
di quelli oltre la finestra,
ombre polverose che decorano le loro porte luccicanti,
che innaffiano i loro gerani profumati,
che appendono le palline il giorno di Natale,
facciate ben sistemate
per illuminare la strada dei passanti,
solo per ricevere complimenti.
Sono case non finite
oltre l'ingresso, squallide capanne,
sono quelli che gettano lo sporco dentro
che non vedono mai la luce del sole.

Commenti
con quanta fatica ci si preoccupi di apparire perfetti esteriormente, piuttosto che di coltivarsi interiormente.
Grazie