Sciolgo grandine d’anima

ed uno strazio di parole

s’inarca come luce d’inverno

confessata al mio dolore.

Ed un pranzo d’illusioni

mi invita alla tua bocca,

come punteggiatura di papaveri,

nel volo di un tramonto.

Saremo ancora eternità

ora che le forbici del tempo

inzupperanno questo vuoto

nel sapor del nostro addio?

Il mattino è un’ala ferita

e più non coloro il mio io

con i furti del tuo cuore:

regalo briciole del mio pianto

ad un sepolcro d’infinito.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Commenti  

catilo*
# catilo* 20-12-2025 09:14
:eek:
Gianluigi
# Gianluigi 29-12-2025 03:47
Complimenti, molto interessante e mi ha invitato a rileggerla. Le parole sono catartiche in questa poesie e parlano direttamente ad un dolore, scaturito dalla consapevolezza di essersi illusi. Le immagini evocate sono ardite, quasi barocche ma funzionali a rendere chiaro il dolore e il tempo che "inzuppa", cioè riempie un vuoto. Tuttavia il disincanto non evita il pianto, e il sepolcro indica un rapporto eternamente finito. Gradita molto.

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