Rammendo spaziatura lacrimale
di baci sospesi
ad un vicolo d’anima
nel bozzolo del mio inverno,
aratro lunare sottratto
alle confessioni d’un paragrafo d’eterno.
Annodati ad un tramonto
scarcerammo rugiada di stelle,
ancelle d’eco declinato,
nel silenzio del tuo petto
degli occhi miei innamorato.
Febbraio tesseva col mar
il suo gomitolo di battiti
e tu, cieco scrittore
delle mie pagine d’amor
abbracciavi il mio nome
sulle scrivanie del desiderio,
inchiostro dei sensi consumato
in un pasto d’illusioni e tormento.
Rammendo spaziatura lacrimale
di baci sospesi
ad un vicolo d’anima
nel bozzolo del mio inverno,
aratro lunare sottratto
alle confessioni d’un paragrafo d’eterno.
