Avevo paura per te
quando guardavi negli occhi quelli oltre il confine.
Ti avrebbe accettata chiunque,
senza capienza d'origine,
per il solo fatto di macinare quella gentile malizia del falò.
Era l'arabo perduto nel suo stesso mondo
e non aspettava altro che quella verità microscopica
mostratagli da te in un albergo a cielo aperto.
Le loro donne non ti vedevano di buon occhio,
potevi essere benissimo la parte demoniaca del diamante.
Avevo paura per te,
soldato sconcertante e sconcertato in missione di pace
e insolita balia per quei bimbi orfani di ideali.
Capii di non doverti alcuna protezione
quando mi mostrasti il carro armato di legno
fatto da quel Sasha in un giorno di pioggia.

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