A volte si ama senza sapere il perchè
A volte si odia e si conosce il motivo
A volte si va via per cercare una dimensione nuova
A volte si rimane perchè si è già combattuto tanto
A volte si dicono bugie perchè la verità fa male
A volte si dice solo la verità per farti crescere
A volte si deve scrivere qualcosa sennò si sta male
A volte devi stare solo ad ascoltare
A volte ci rimani male
A volte gioisci
A volte vorresti fare l’amore per ore
A volte vorresti chiuderti in una chiesa per il resto della tua vita
già la vita
a volte si fa sentire
Sinagoghe bagnate di luna
Strette vie allagate d'argento
Tacciono viole violini clarinetti Resta l'eco delle note klezmer
a scivolare nella notte di ambra
Dietro finestre di tende
luce discreta filtra intime vite
L'argento dilaga nel cielo
e la Vistola è uno specchio sinuoso
Ha i cancelli chiusi la fabbrica Schindler
Chiuso il forno delle ciambelle di mela e cannella in swietego Wawrzynca
Echi lontani animano la notte di storie
Oggi è un giorno importante
Un giorno di pace si appresta a scorrere
A donarmi meritato riposo
Il sabato gioioso si pone amico
per la mia vita quotidiana.
Mi sveglia dolcemente
ricordandomi di abbandonare i problemi giornalieri
deve essere per me un dì ristoratore
mi massaggerà le membra stanche
cullandomi con le sue ore spensierate.
Godrò delle passeggiate tranquille
immerse in una città dormiente.
Tutto è più leggero il sabato
nell’idea della domenica festosa.
La serata trascorsa con gli amici.
Una birretta fresca in un locale rumoroso
tanta allegria intorno e i preparativi per il dì che verrà.
La mamma premurosa cucina dolci succulenti
e merendine decorate per i bambini euforici.
Tutti si sentono più uniti in questo giorno speciale
È il giorno più bello.
Fedele nel suo scorrere vitale.
Una certezza che si protrarrà per sempre
Il termine della fatica settimanale
e la premessa di una domenica familiare
È come una gomma che cancella la linea pregressa
e si adegua ad un nuovo disegno,
come una sposa gentile che festeggia il suo uomo
tornato da un faticoso lavoro
e ti aiuta a riprendere il senso
di una vita che è e sarà sempre presente
Continuare a non capire
Quando il sole all'orizzonte inizia a scaldare sempre più
un fulmine a ciel sereno ti porta giù
in quella voraggine che ormai conosci da tempo
Uno spiraglio di luce e di nuovo
nell'oscurità dell'abisso più profondo
Lui che fino al giorno prima
portava luce nella tua vita
si rivela straniero e lontano all'improvviso
Cosa è mai questo Amore
Una sola domanda nella testa: Perchè?
Occhi che fino al giorno prima cercavano i tuoi
guardano altrove
Parole pesanti escono dalle sue labbra
Ti ritrovi appesa a un filo senza capire
Il dolore ti accompagna e
vorresti parlare, sapere, chiedere
ma il buio è intorno
La porta è chiusa
Ostilità nei suoi occhi e indifferenza
Perchè, perchè, perchè
Cosa è mai questo Amore
Ma è Amore il suo?
Cammino al bordo della strada
assorta in pensieri prepotenti
Non vorrei immergermi in tristezza gratuita
La strada mi scorre sotto i piedi come una linea scontata
Il buio mi avvolge senza pietà
E io continuo a camminare senza meta
Finalmente un bagliore mi ridona speranza
Un bagliore vitale nella notte vivida
Il cuore esulta
Si aggrappa a quella luce come un bimbo alla vita
Sul viso tenebroso un accenno di un sorriso
E il passo si fa prepotente
Quasi a raggiungere un alito di vento ristoratore
Quel lampione timido mi rigenera la memoria
E tutt’a un tratto pensieri dolci e miti si impadronisco della mente stanca
Quella luce pur se fioca mi giunge come un bel volto radioso di fanciulla
e mi rassicura comunicando teneramente la sua vitale energia
e tutto torna a sorridermi intorno
e il percorso si abbrevia.
Quella dolce signora mi illumina la via.
Aspetterò il giorno avviluppato da quel timido bagliore
appoggiata a quel lume di speranza
e mi godrò il sorgere del nuovo giorno.
Scrollandomi di dosso quel torpore benefico
riprenderò il cammino verso i miei pensieri certi
che giorno per giorno affollano la mia vita.
Da un cielo agguerrito raffiche di raggi letali
Sparare al sole che disturba i pensieri
Spararsi sull'erba verde sotto un cielo cobalto
Di nubi dipinte con olio su tela
Dare un senso estetico al morire
Lasciare la vita agli idioti cultori di un'etica falsa
Cercare silenzio fuggendo da bocche assordanti di gemiti osceni
Vedere bollire in un torbido brodo volgari menti deformi
affette da immorale moralismo offensivo
Lasciare cantare recitare declamare umanoidi presuntuose poltiglie neuronali
Lasciare a scannarsi l'umano branco colorando di rosso Artico e Antartico
Sparare ad una luna che con la notte fa tornare
ricordi tramortiti dal sole
In una notte senza cuore e senza luce
inviare come un lupo un canto contro il cielo
Taglia la pelle il vento
a una lacrima respirata
scaccia l'insonne rammarico
d'aver arrecato danno
Il beneficio del dubbio
dove si scagliava il mare
beffardo l'ho lasciato
a farsi ammirare
Dovevo cedere esibendo miseria
in un tempo incerto a ferire
Sconterò giusta sentenza
da ipocriti moralisti emessa
Ho chiuso e perso la voce
registrando onde nel cuore
percorro il silenzio del dolore
con intima eco sommessa
dita irrigidite e addomesticate
nei codici della pena
sfogliano inutile passione
ad un addio respinto
Non aspetto più nulla dal cielo
bacio la realtà che m'imprigiona
Nella luce delle fiaccolate
tutto si dimentica.
Non si può cancellare il passato.
Può far male ricordare il vissuto.
Puoi far tesoro degli errori.
Puoi godere di attimi fuggenti che hanno segnato la tua vita,
troppo importarti per essere messi nel cassetto dei ricordi,
troppo preziosi per non seguirti giornalmente nella mente.
Il passato è fedele, non ti lascia mai.
Si abbandona ai tuoi pensieri.
Aspetta silenzioso che lo invochi.
Sempre pronto a darti insegnamento.
Non essere sordo alle sue parole,
ascoltalo attento e diverrai saggio
perché lui fa parte di te
e ti protegge col suo mantello usato,
per non farti sbagliare,
per non farti soffrire.
Un bagaglio pesante che non finirà mai di crescere
Cari ricordi, cosi severi e cosi eterei,
così padroni e così liberi,
ogni parola, ogni pensiero, ogni affetto rievoca il tuo essere
ma tutto fa parte della tua vita
il futuro è già passato
ma ci sarà sempre un futuro
e ci sarà sempre un passato
Ho dato il meglio di me stessa
Aprendo il mio cuore senza frontiere
Espressione antica di un pensiero moderno
Poesia profana nell’immenso
Così mi voglio esprimere
Così voglio cantare la mia essenza
L’espressione non ha segreti
L’espressione è indice di vita
E come tale va vissuta
Non giudicata ma recepita
E viene assorbita in maniera individuale
Diversa e cresce dentro
Fino a dare sensazioni
Fino a dare…poesia
P ensiero
O de
E mozione
S entimento
I immensità
A more
Non amo le folle.
Macchie incolore tra un pensiero latente
Rumori a raffica davanti ai miei occhi
E tutto ciò che riesco a vedere è niente.
Non temo il silenzio.
Chi mi conosce veramente forse è la notte
Che nel suo vuoto mi risucchia
E dolcemente cura i lividi, le botte.
Fa delle mie lacrime rugiada per le foglie.
E io non so che urlare,
A Labbra mute
Sprofondare nell’immenso
A braccia aperte
Non so che urlare,
ora che il mondo è sordo,
muto,
fermo.
con la mente persa
Niente intorno coinvolge i miei pensieri
Disperata cammino
Il vuoto mi circonda
Voglia di finire
E' buio dentro
nessuna luce si apre all'orizzonte
Sono persa persa persa
senza te
E sapere che questa mia sofferenza
è motivo di disturbo per te!
Lontananza che diventa insopportabile
ma che ti fa rinascere lontano da me!
E scende inesorabile
Ma quanto brucia
Una semplice goccia
che dà tanto dolore….
o tanta gioia
E ti sorprendi per essa
Non vorresti che si liberasse
eppure lo fa.
Lei è libera
Libera di formarsi
Libera di sfogarsi,
nel bene e nel male….
ma libera!
E la invidi…
E vorresti essere lei….
Perché non potrai mai sentirti così.
Non riuscirai mai ad esprimerti come solo lei sa fare
Muta nel suo dolore
Caotica nella sua felicità,
ma sempre scende!
Indefessa!
Anche se un fazzoletto la ferma
Il suo scopo l’ha raggiunto
Far sapere che qualcosa è successo
E sarà sincera
Rispettata o umiliata,
ma mai cambierà il suo essere
di chiamarsi la lacrima
Ce l’ho tra le mani
Tutta colorata
Mette allegria
Facciamola vivere
Le dò la libertà
La faccio cadere
Inizia a saltellare felice
Senza meta
Ogni saltello è il suo senso di autonomia
Mostra al mondo cosa è capace di fare
E si rigira
E sbatte contro gli oggetti
Sembra avere 1000 vite
Alla barba dei gatti
Non vuole fermarsi
Non può perché sa
Che una mano la imprigionerà di nuovo
E allora si gode quei vorticosi momenti
Fino a stancarsi
Fino a perdere le sue energie gommose
Ora il ritmo scema
È quasi ferma
Il gioioso saltellio si tramuta in rotolio
È ferma
Si arrende
È pronta a riprendere fiato in una mano amica
E ricominciare il suo show gommoso e vitale
Cristo non è morto in croce. Cristo muore in croce!
Cristo muore in croce, quando uomini, donne, vecchi e bambini, civili inermi, vengono colpiti dai missili ("intelligenti!" si intende!) di una stupida guerra senza senso.
Cristo muore in croce, quando un bambino viene violentato da un figlio di puttana, che la società, in maniera raffinata, chiama pedofilo, compromettendo per sempre la sua innocenza.
Cristo muore in croce, quando milioni di bambini, giorno dopo giorno, muoiono di fame, mentre i ricchi, un’esigua parte della società mondiale, diventano sempre più ricchi.
Cristo muore in croce, quando l’amore di un uomo viene ricambiato con ceca indifferenza.
Cristo muore in croce, quando un uomo, nel buio della propria anima e del proprio cuore, si fa un buco di dolore.
Cristo muore in croce, quando chi combatte quotidianamente, perché la giustizia trionfi, viene ucciso da chi, governato da sporchi interessi e mosso dalla cupidigia, segue la legge del male, violando il diritto e soggiogando i più deboli, umili ed onesti.
Cristo muore e morirà sempre in croce, fino a quando l’umanità non alzerà la voce, per gridare "no!" alla guerra, al terrorismo, all’ingiustizia e all’odio. Ma soprattutto, alla stupidità, all’irrazionalità umana che li provoca.
Ti amo nei dialoghi colti e nelle librerie alternative
Nella pseudo cultura di oggi e nei metrò affollati
Nelle strade gelate e deserte di Tallin
Nell'auto bloccata su strade intasate
Nell'ascensore pieno di estranei quando in due s'è già troppi
...non si sa cosa dire e cerco nel mazzo di chiavi quella di casa
Nei cinama d'essai e nelle allegre corse in auto tra nuvole e pioggia
Nelle sale operatorie sature di sedezioni e negli ospizi del pianto
Nei pittoreschi mercati e nei vicoli dove tu non mi scorgi
Nei bar démodé di Lisbona e nei film di Bunuel
Nelle sigarette bruciate di notte e bicchieri svuotati per sognare colori
Nelle campagne d'autunno allagate e nei prati di fiori di prato
Nella casa dei ricordi e nelle file agli uffici postali
Nell' sms che non arriva e nel parcheggio dove invano t'attendo
Nei tuoi modi bruschi le parole non dette e nello schiaffo che brucia ancora
E..... nell'ipotesi in cui non mi ami e neppure mi pensi
ti dimenticherò nelle strade affollate di Mosca
nella vertigine delle danze dervisce nei bistro parigini
gettando la maschera con un sorriso
brindando alla vita e voltando pagina



