Danzare in armonia, nel tempo

desiderando di non precipitare

salvando ricordi, sogni sfumati

chiusi, gelosamente nel cassetto.

 

Danzare oscillando con le stelle

tra preziosi baci, appassionati

della gioventù, oramai perduta

trascorsa, fra angeli e demoni.

 

Danzare ancora, senza fermarsi

annegando canti muti d’amore

laddove, l’alba in riva al mare

determina, il viaggio infinito.

 

Danzare felice nel temporale

nonostante stordisca il sorriso

e svellere, gli attimi di luce

come lieve carezza, della notte.

 

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Ingrato è il silenzio

verso chi con gran voglia di vivere

gli offre un dolce canto

Ingrato è il vento

Verso chi vuole trattenere un sorriso

mentre gli viene portato via dal suo soffio

Ingrato è il bugiardo

verso chi gli dona due occhi pieni di sincerità

Ingrato è il futuro

verso chi  fa tesoro del  passato

Ingrato è l’egoista

verso chi vuole offrirgli amore

Ingrata è la vita

verso  chi  ne fa  dono al suo fratello

e non capisce quanto possa essere grande il suo valore

 

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Profilo Autore: mary  

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Un raggio di sole è apparso nella notte profonda.

Ha sciolto i suoi ghiacci e l’ha resa viva

e in questo raggio mi immergo,

riscaldo i miei morti pensieri e lo possiedo.

Sarà linfa vitale per me.

Veglierà sulle mie stanche membra

e non mi lascerà mai sola

e la nemica notte non mi farà più paura.

Quel raggio si insinua nelle vene

come un fulmine nella nuda terra

il giorno squarcia le tenebre

e quel colore nero tomba

riflette l’oro miracoloso di vita.

 

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Profilo Autore: mary  

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Lo guardo in tutta la sua beltà

come una dama nel suo bell’abito da ballo.

Si pavoneggia in un prato accogliente

e sfodera il suo charme presuntuoso.

La voce gialla surclassa gli altri suoni

come a voler prevalere su un coro di colori profumati

e si mostra all’ape laboriosa

e le dona la sua essenza con orgoglio

gongolandosi della sua gentil azione.

Passa le ore a mostrarsi a destra e a manca

e non si accorge che il suo tempo finisce

E un giorno si sveglia e con angoscia

Vede i suoi fieri petali appassire.

Si guarda intorno sbigottito

quasi a cercare uno sguardo impietosito

ma riesce soltanto a percepire

sorrisetti di scherno e compiacenza

e solo allora capisce quanto è inutile

una vita, pur se breve, spesa in lodi

ed in futili prestanze ed in lusinghe.

I suoi petali ormai vecchi sono al fine

di una sciapa pur se vivida esistenza

e gli brucia quell’abito ormai spento

trasformatosi  in un triste e vecchio straccio.

 

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Profilo Autore: mary  

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Aspettando che un altro giorno nasca
 
io soldato, in silenzio
 
guardo e veglio sulla mia trincea.
 
Aspettando una speranza
 
che muore e poi rinasca.
 
Aspettando che qualcosa mi illumini
 
e venga a darmi conforto,
 
ma già so che un altro giorno passerà
 
per attendere il ritorno
 
di un altro giorno. 
 
10/09/2008
 
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Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Ispirato da un silenzioso frastuono,

vedo l’arido territorio

popolato da fatui desideri

e da inconsci pensieri intrappolati

in un’infinita distesa.

Affronto alti e bassi come un viandante

perso nell’infinito orizzonte

e cerco ristoro.

tra immaginarie Isole di refrigerio

a cavallo delle gobbe Inizio il mio viaggio

calpestando roventi granelli.

Un viaggio senza meta e senza fine.
 

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Profilo Autore: anonimo veneziano  

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Pezzi di pane sulla strada
vanno a ruba e i bambini corrono appresso

Piove di sole, piove di sale
qui dove la pioggia ha un altro sapore

La gente finalmente avrà soffici denti
raccoglierà presto i suoi frutti

e i bambini scoperti,
bagnati, giocano tutti

Oh, scusate.
Che dico..

Sono mozziconi sulla strada
e le auto sfreccian distratte

Piange di nero il cielo, confuso
malato

la gente scontenta si bagna
corre a casa al riparo delle tv

e quando fuori è rasserenato,
un fiore d'inchiostro, solo,

un fiore d'inchiostro
è nato.

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Profilo Autore: marianna  

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Sei lontana da me sorella mia
madre tu sei di dolci armonie
figlia del sole e del mare tu sei
in lontananza riconosco le tue bugie.
Ogni giorno insieme a te
sulla strada e su quella immensa prateria
aspetti l’aurora
che ti porterà
una nuova luce.
Sei lontana da me madre mia
a volte il mio cuore si spaura
nel pensarmi da solo
qui non ci sono
nè vittorie nè sconfitte
ma solo la brama di vendetta.
Ho perso troppo tempo ed ora
mi trovo solo
in preda ai miei guai
quelli che si possono toccare
e quelli che posso solo immaginare.
Lo sai è dura la vita con me
quasi mai è stata buona.
In lontananza ritrovo la tua verità
su quella strada e su quella immensa prateria
aspetto la mia vita
so che ho ancora tanto tempo…..
 

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Osservo con occhi lucenti

I fasti di un allegro passato

e mi ritrovo avvolto

Nella rabbiosa nebbia

delle mie passioni.

Vago solitario cercando un approdo

che in cuor mio sono bene

di non poter mai trovare.

Ecco che allora perse le mie illusioni

Raccolgo le mie certezze

E mi metto alla ricerca

dei rumori che vengono

da lontano.

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Profilo Autore: anonimo veneziano  

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Osserverò

Piccole orme

Defluire via

 

Coltiverò

Fantasie notturne

Cullandole nel petto

 

Asciugherò

Vagiti amanti

Dei mali della vita

 

Guarderò

Mutare l’aspetto

Nel tempo

 

Varcherò

La solitudine nell’attesa

Di ultimi sorrisi

 

Emigrerò

passati compagni

d’esistenza

 

E ogni andar via

Il capestro incatenerà

Le emozioni
 

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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E quanto dovremo soffrire per un angolo di Paradiso ?
Amore condiviso, estasi terrena, il male lo crearono
Adamo ed Eva/e il diavoletto/ che sbagliarono parimenti in Paradiso
al nostro cospetto
e si ritrovarono con un peccato condiviso/ in pieno petto.

Ora tocca a noi espiare le loro colpe
di un errore assurdo ed evitabile
Dio lasciò l’uomo con i suoi errori e i suoi vizi
nella perdizione più totale
a volte dentro il cuore sentiamo
tutto l’amore che Dio ci vuole
immenso ricordo lontano
di generazione in generazione

non ci ha mai dimenticato


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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Ho raccolto un pensiero

davanti ad uno specchio

e ho visto scivolare via  la vita

ho gustato il dolce gelato

di un asfalto privo di calore umano

Pensando che l’uomo dentro di me

fosse ormai una stella cadente

mi sono sentito una triste reliquia

chiusa in una sala da pranzo

ho provato dolore paura e rabbia

sentendomi impotente di fronte alla paura

ho pensato a scelte tragiche

che a nulla avrebbero portato

mi sono chiuso dentro una stanza

portando nel mio cuore i pensieri e i dolori

sono tornato indietro da solo

da solo mi sono rialzato

sono caduto e poi ancora via

in piedi a correre verso la vita

con la dignità che nessuno potrà mai

eguagliare se non con l’inganno

la chiacchiera e l’autocompiacimento.

Bene a costoro lascio provare

il gusto di sentirsi vincitori

ma senza dignità non potranno mai

essere dei vincenti come lo sono stato io

anche nella sconfitta.


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Profilo Autore: anonimo veneziano  

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Sono solo.
Non odo nemmeno le parole del vento.
Chiuso in questo tormento.
Qualcuno mi ha ucciso dentro.
La rabbia scorre nei viottoli oscuri della vita
e non avrà mai la sua ragione
non uscirà mai dalla sua prigione
sarà sempre incatenata sennò si chiamerebbe allegria.
Non è della mia generazione
che ha sempre sognato per giorni e ore.
Nessuno si permetta di intrommettersi nella mia
generazione.

Sono solo.
Ma un vecchio detto cosi diceva:
"Meglio soli che male accompagnati"

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Non mi basta amare
vorrei strafare.
Non mi basta avere
vorrei dare.
Non mi basta dare
vorrei cantare
una canzone che mi ispiri sentimento
chiuso in questa estasi di tormento .

Non mi basta sollevare il mio bicchiere di felicità
sul mondo, che dopo si sà c'è sempre bisogno
di qualcuno che ti paghi il conto.
Non mi basta avere un solo giorno di allegria
vorrei stare bene ogni giorno in tua compagnia.

Non mi basta sognare se poi quando mi sveglio
sono solo in questo piccolo deserto di cemento.

Non mi basta niente
vorrei almeno non andare tutti i giorni
controcorrente

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Inabissa nel fango

Misero verbo

T’ospiti le tenebre

Senza più sole


Soccomba di fame

O arsa dal rogo

Udire non bramo

Rivoli di pianto


Che orfana tu sia di “O”

Si elevi il restante

E permanga sol Dio

Che vita e amore plasmò


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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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