Alzò occhi al cielo
per innalzare il tuo nome
Ascoltò le tue parole come se fossero sue.
Attese dal tempo un tuo sorriso
e poi
un cuore pulsava sentimento lacerato
di un tempo incompreso
ascoltando il nulla confondersi
come realtà contaminata di parole incomprese.
Dissero amore eterno ma furono solo parole
e lui diede il nulla per il suo cuore.
Non c’è odio,
è solo un altro sentimento
da coltivare,
ma solo tenerezza per colui
che non ha saputo capire.
Alzò il viso per attendere
gocce di pioggia
affinché venerassero il suo pianto
lasciando quel sentimento scorrere
sul suo corpo.
Per te
che non hai nulla da perdere
ma senza saperlo
hai perso tutto.
Hai intralciato con i tuoi passi il mio cammino e ti sono stata vicino,
ti ho dato un riparo, ma mi hai dato solo amaro,
ho saziato la tua fame, ma sei stato solo infame,
ho abbeverato la tua sete, neanche un giorno di quiete,
ti ho dato affetto, tu solo dolore nel mio petto,
cosa vuoi che ti dica?... cuore d'ortica!
non può urlare
la sua amputazione
diventerà donna
in tribu di bestie
diventerà oggetto da stendere a piacere
piacere dei mostri solo di loro
fuggirà se potrà
dara piacere il suo bellisimo cuore
usurpato da miseri che vogliono piacere
negato alle donne
che schiave in fuga
ridiventano schiave
nelle strade
la parola orgasmo
nei loro libri
è stata amputata.
Io essere umano ed uomo
chiedo perdono
di tale infamia
e prego coloro che la esercitano
madri che mutilano figlie
scompaiano
infibulazione
scompari
da gli scritti.
Se mi dicessero
che la vita vale un giorno,
troverei un istante e il coraggio
per dirti che ti voglio.
Ma in un esistenza così indefinita,
per timore e speranza
c’è spazio, c’è vita
e c’è tempo per storpiare
parole in suoni,
togliere forma
a puzzle di emozioni.
La mente brava riflette,
blocca il cuore in fermento
e le passioni si aggiungono
spente alle rovine del tempo..
..come il petal di quel fiore
nato in primavera,
che alla prima pioggia di marzo
pianse e baciò la terra..
Ma la goccia
spinse un seme
in quella terra
che la giusta stagion
farà rinascere,
duri pure un giorno,
un ora, un istante.
Vortico
in un mulinare di cattivi pensieri
che poi la notte dissolve …
nella polvere delle strade
e delle stelle.
Mi seduce questa idea
del pensare male. Fra contraffattori
di esistenze e moralisti disonesti
il mio peccato è miseria.
C’è qualcosa che mi sfugge
e nel fuggire inciampa maldestramente
nelle parole della mia condanna.
magari sto solo chiedendo aiuto.
Disapprovo quella patetica censura!
I giornali sono gonfi di parole inutili.
Di giustizieri passati dai bagni penali.
Reclame per l’elisir dell’eterna giovinezza.
E un made in italy prodotto in china
che strizza l’occhio all’America.
C’è qualcosa che mi sfugge
e nel fuggire inciampa nella maldicenza .
Borghese e sconveniente al tempo stesso …
Brillante all’apparenza.
Deplorevole indolenza!
Silenziosamente cattivi pensieri …
Restare in quiete, indugiare come passi
nel buio; attraversare il silenzio di un pensiero
solo con la voce. Perché non si incarni.
Compiamo distanze che non coprono mai le distanze.
Restare inquieti, superstiti di un saggezza dissipata
con molte espressioni e nessuna idea,
passando in uno spazio sempre troppo stretto.
Volere è mai avere, godere e mai desiderare.
Restare è più difficile che andare.
Restare fa soffrire, fa cercare!

Aggredisce l'ansia,
nel declinante sole
turbando il pensiero,
tra i rami seccati.
Il vuoto, smaniante
assedia il respiro
montando la luna.
con sguardo chiuso.
Infiammando
l'attesa aspetta l'alba,
ferita da memorie,
nel piccino vagito.
Demolisce l’animo,
il torpore irreale
e la corvina regina
non è più alleata.
Schiva il cammino,
il cuore ammalato
nella fervente volontà,
di vivere ancora.
Tra pochi giorni, mia Madre subirà un intervento al cuore per cui sarò lontano da casa. A presto rileggervi.
Grava discontinuo
e disordinato confronto
della parola data
Compiaciuta dall'oltraggio
la mescolanza altera il sistema...
Allora cerco l'ispirazione nel vento
Varietà temporale ritorna
a corto della misura non tradisce
ma trova desolati sciami di dubbi
Luce dissemina ombre
fa soffrire il ginocchio piegato
dal troppo ardire
Meccanismi diaframmatici
di frenetiche vanità altrui
scorrono nei giorni fragili
Mi tocca dubitare dell'arrivo del tramonto
anche sotto il tetto del portico
creato per l'ultimo raggio di sole
raccogli il sangue dei figli migliori
raccogli la purezza dello spirito
raccogli la nostra speranza
Ti guardo caro straccetto e ti sento cucito sul cuore
Con te nel vento mi perdo come un gabbiano che vola sul mare
Quando poi volgo il mio sguardo nel vuoto
ti vedo calpesto e da molti deriso
però continui a darmi speranza
da Lampedusa a Caporetto quanti figli hai avvolto mio caro straccetto
e allora ti alzo più in alto, anche nella notte più nera
perché adesso sei l’ultima frontiera, sei tu la mia bandiera.-
Descrizione
Dedicato al nostro tricolore troppo spesso insultato martriato deriso, uno straccetto che per molti ha sinificato la morte il sacrificio ed è a loro che dedico questi versi.
OGGI MEGLIO PISCIARE
CONTRO BIGOTTI VENTI INCESSANTI,
SOFFIANDO CONSUETI E BEFFARDI
SPAZZANO A VOLTE
ROBUSTI FUSTI SINCERI.
SI TACITO
QUASI INERME,BASTARDO...
MENTRE SODDISFATTO SGRULLI
L'ULTIMA SOLITARIA GOCCIA DI RANCORE
CHE VAGA MORIBONDA NELL'ARIDO OCEANO
DI UN ETERNO INQUIETO
BISOGNO MAI TROVATO.
Un manto di ricordi
avvolge il cuore
e vela gli occhi di nostalgia
Immagini afone
ma pregne d'amore
che invano il pensiero scaccia via
Un cane fuggito
un amore passato
rughe su un volto che vola lassù
Una parola mai detta
un gesto mai fatto
momenti che non ti appartengono più
Poi il vento dell'oggi solleva il mantello
e torni alla vita con quello che ha
Vento che soffia e che già da domani
a sua volta mantello diventerà.
Un piccolo corvo inurbato
osserva zuppo sul guard rail il mare di latta
Non osa volare
Viola azzurro arancione
la testa s'immerge in colori vitali
Nuota in quel fiume di vita
fradicia d'acqua e volti nemici
Perduta in mutevoli immagini
in surreali scenari
attende contratta la meta
nei flashback di un amore
naufrago in strada
proiettati digitalmente
su uno schermo di cielo al plasma
Soli al centro del mondo,
con paure che affiorano,
con segni di nostalgia,
con i segni del tempo.
Soli in compagnia dei
nostri pensieri che
navigano nella mente
che sono in noi come nessuno.
Intanto i rumori della notte
ci accarezzano e riempiono
il vuoto della giornata.
Dalla finestra si intravede la luna,
con la sua bellezza infinita,
luminosa, è li che guarda birichina
e intanto ci si perde nel suo chiarore.





