Taglia la pelle il vento
a una lacrima respirata
scaccia l'insonne rammarico
d'aver arrecato danno
Il beneficio del dubbio
dove si scagliava il mare
beffardo l'ho lasciato
a farsi ammirare
Dovevo cedere esibendo miseria
in un tempo incerto a ferire
Sconterò giusta sentenza
da ipocriti moralisti emessa
Ho chiuso e perso la voce
registrando onde nel cuore
percorro il silenzio del dolore
con intima eco sommessa
dita irrigidite e addomesticate
nei codici della pena
sfogliano inutile passione
ad un addio respinto
Non aspetto più nulla dal cielo
bacio la realtà che m'imprigiona
Nella luce delle fiaccolate
tutto si dimentica.
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