Domenica mattina
alzando gli occhi al cielo
sorrido sotto al velo
dell'aria ballerina.
C'è chi poltrisce a letto
chi gioca col suo gatto
c'è chi diventa matto
col sogno nel cassetto.
Da una finestra vedo
lo sguardo di una mamma:
d'amor negli occhi fiamma.
Un pollo su uno spiedo.
Un uomo che passeggia
la mano sul guinzaglio
col suo pensier bagaglio
su schiena mentre albeggia.
Domenica mattina
il cuore ferma il tempo
un lampo nel frattempo
irrompe come mina.
Sarà poi lunedì
la vita non aspetta
nel fosso o sulla vetta
non stare fermo lì.
Da strade colorate
vien di ragù profumo
sapore che riesumo
d'infanzia e di risate.
Domenica è famiglia
con animo leggero
oppur è da straniero
vagar per mille miglia.
Domenica mattina
ricerco un po' me stessa
la solita scommessa.
Di rosa resta spina.

Commenti
Grazie ioffa per aver apprezzato.
Felice lunedì anche a te Jean!
In effetti non c'è più colui/colei che si trovava allora sulla scena (io) perché sono invecchiato. E pure la scena è cambiata, la città, il quartiere. E i giorni, da pensionato, sono tutti uguali o quasi. Perfino i supermercati, che allora non c'erano, sono aperti pure la domenica.
Testo molto gradevole, scandito da ritmi perfetti.
il tempo passa e trasforma tutto ciò che incontra: persone, paesaggi, abitudini. Il trucco per non affogare nella nostalgia, forse è quello di non vivere il cambiamento come la "perdita" di qualcosa, ma piuttosto come una trasformazione necessaria, che ci arricchisce.
Felice settimana Sisifo!