Un altro giorno nasce,
il cielo risveglia col suo primo sole una città
che ha narrato nella notte le sue storie
su muri imbrattati di singole verità.
Con rabbia e nostalgia
si condividono storie
di desideri finiti già,
di amori e dolori in vite sospese
su pagine scritte solo a metà.
Momenti da ricordare, attimi da dimenticare,
abbandonati su panchine
racconti fermi
in attesa di un lieto fine.
Storie di gente comune
che si trascina con fatica
in giorni dove l’orologio del tempo
sembra fermo da una eternità,
che s’innamora con niente
con grandi sogni nascosti in mente.
Tra questa gente che mi guarda
con indifferenza
io scrivo la storia mia
su pagine ricche di fantasia.
Storie di notte trascorse a farmi male,
fogli di un passato tempestoso, irrequieto,
ma non li getto via
perché sono pur sempre la vita mia.
Così non scordo ciò che ho dato,
così rammento ciò che ho perso,
così non dimentico chi mi ha amato,
così ricordo chi mi ha tradito e ho perdonato.
Un giorno in più
che se ne va
tra i frastuoni della città.
Io donna,
che nessuno forse ascolterà,
urlerò che niente è cambiato,
ma tutto cambierà.
