E' triste il mio cuore
sarà questo cielo
plumbeo
che in trappola
tiene il sole,
freddo sento
nell'anima
Sarà
la consapevolezza
dell'imperfezione umana
per cui una freccia
dolorosa scocca
dall'arco
senza malizia
priva di intenzioni
crudeli
ferendo un cuore
che amico è
Percepisci il vuoto
vorresti tornare indietro
fa male solo il pensiero,
se si ama il prossimo
e lo si colpisce
la sofferenza
come un boomerang
ritorna a te
lascia un segno
dolente
Non si può
con un colpo di spugna
ripulire il nero
del vuoto creato
clemenza se di debolezza
hai agito
non esiste creatura
perfetta
solo Dio lo è
Senza apparenza...
solo fatti, contenuti,
senza pensare
a chi ho intorno
senza far per loro.
Solo per me
volere essere
non apparire
e scrivere per me
solo per me.
Senza acun vincolo
senza la metrica
o quella rima
rima baciata
e mai capito
poi perchè.
Domani io, sarò così
e, per chi mi vuole bene
sono qui
son solo io,
senza apparenza...
solo essenza.
Il grigio del cielo
di questa estate
che pare non voglia
spalancare i cancelli
al mondo
crea un accordo armonico
con l'anima mia
che i colori rinnega
dal vestire
Le mie ossa stanche
doloranti affrontano
scoscese salite
nella speranza
di toccare il cielo
e scoprire che il sole
giocando sta a nascondino
scherzando con la mia
immaginazione
Raggiunta la cima
trovo una coltre di nebbia
delusione profonda
dopo si tanta fatica,
allora giù come su uno scivolo
di un parco comunale
mi lascio cadere
ridendo della mia ingenuità
Ad occhi chiusi
rassegnata a trasformarmi
in un burattino di legno
che in pezzi ridotto sarà
atterro su un morbido cuscino
adagiato in un prato
ricco dei colori dell'arcobaleno
assaporo profumi inebrianti
mi disseto dell'acqua fresca
della fonte che dal monte nasce
Ecco l'estate
l'estate della mia anima
afferro al volo questo attimo di pace
per farlo mio e donarlo
a chi come me vive nel grigio
e goderne insieme per l'eternità
Ho conosciuto il limbo
in altra mia vita
parallela
il buio era padrone
ma come i gatti
i miei occhi vedevano
Camminavo nella melma
putrida e fetida
ma il lezzo che emanava
veniva dall'anima mia
putrefatta dalla sofferenza
Ferite sulle braccia da
stalattiti anomale
pendevano non dalla volta
nascevano in orizzontale
appuntite come aghi ,
perchè volta non esisteva
sul capo il vuoto immenso
L'arsura mi seccava le fauci
mi dissetavo del sangue
che colava dalla pelle lesa
attingendone la forza
per sopravvivere in quel luogo
antemorte
Godevo di quella situazione
nel contempo volevo fuggire
rivedere il sole
assaporare l'aria fresca
tuffarmi nell'acqua azzurra del mare
L'inconscio riportò alla mente
ricordi dell'altra mia vita
attimi sereni, visi conosciuti
ed amati
Uscii dal limbo
ritrovai la mia vera vita,
un sogno non è stato
sulla pelle porto cicatrice eterne
delle stalattiti anomale
pe’ nun suffrì,
Scurdarme?, ma’ comme ?
che aggiù chiagnute
e’ sufferto assaje.
Chesta lacrima,
o’ sape
ca senza e te,
nun ce stà
a felicità,
che senza di te
vicina ,
nun esiste o’ bene.
O’ ssai,
che aggiù chiagnute
quanno arrivaste tu,
e’ mo o’ faccio
perchè
nun staie chiù cu me.
Voglio sulo,
nun penzà a niente,
e nun farme piglià
da malincunia,
cierti vote e penzieri,
m’assillano
o’ core soffre.
Ossaie ca o’ munno
è a felicità
e tu si o’ munno pe me.
ed ho visto un profondo mare,
una barca e un vogatore remare.
Il mare cristallino lascia intravedere
il fondo delle acque e i ricordi del passato
ritornano in superficie,
mentre pietre levigate dal tempo
lasciano nei tuoi occhi il riflesso del dolore,
amori e passioni, speranze e desideri.
Ho guardato meglio ed ho visto
un cuore ferito, lacerato dal dolore,
dolore profondo che arrivava fino
in fondo e l’anima ti prende.
La brezza marina lava ogni filamento,
di lacrime, sospiri che vanno via in un niente,
mentre io calco le tue orme tu non ti lasci trovare.
Ora, porto nei miei occhi il tuo dolore
e la tua voglia di emergere dal fondo.
Quando i ricordi
prepotenti
vengono a galla
e non ti lasciano più vivere,
senti quel dolore
che ti toglie anche il fiato,
e vorresti guardare avanti,
ma rimani bloccata
indietro,
e non vedi una via d'uscita,
un barlume di luce
che ti dia la speranza
di uscire dal tuo labirinto,
e ancora ti senti morire
una due tre...cento...
mille volte ancora,
e ti senti stanca,
e vorresti chiudere gli occhi
e non pensare più al futuro,
quel futuro che sai
che non potrai più cambiare,
dove i sogni
si son dispersi
in una valle di lacrime
annientati
sciolti come neve,
e ti vedi in un deserto...
arido e infuocato
senz' acqua...
e questa maschera
che non riesci a togliere
e che vorresti buttare via,
liberartene per sempre.
Si è spento il sogno
della vita mia
lo hai gettato
in fondo al mare.
Vorrei cercarlo
tra onde impetuose
ma non ho forza
per restare a galla.
La debolezza dell'anima
uccide il meraviglioso
che era dentro me!
Non fai nulla
per ricondurre il sogno
agli occhi miei!
Annego nella solitudine
dei miei pensieri!
Il tempo grigio e piovoso
di questo giorno
di un maggio anomalo,
si sposa con il grigiore
che pervade il mio cuore
riportandomi indietro nel tempo
quando anomala ero io
nel vivere la vita
Sento l'odore acre
delle lacrime rosso sangue
che dalla mia pelle scaturivano
rigagnoli di dolore
nate dalla siccità degli occhi miei
che lacrime più non versavano
Il sapore amaro
non addolcito nemmeno
dall'inebriante gusto
del nettare di Bacco,
calato in gola sperando
di perdermi nell'oblio
di una ubriacatura,
per risvegliarmi poi
da un sonno agitato da incubi
con lo schifo di me nell'anima
Ricordo il desiderio
di vedermi spuntare le ali
e spingermi in un viaggio
eterno senza ritorno
sparire tra le nuvole
diventare nuvola
irriconoscibile tra migliaia
di nuvole
Un raggio di sole penetra
la stanza
un invito a tornare alla realtà
la pelle non piange più lacrime
rosso sangue
lacrimano gli occhi di serenità
ed un sorriso rivolgo al cielo
Esisto?
Ho un nome, un lavoro
una vita
eppure al risveglio
mi assale l’ansia del vuoto
e che tutto sia finzione
un film già girato
incollato alla paura.
Paura di tutte quelle voci
che gridano dolore
dell’esistere e non esistere
sempre con lo stesso interrogativo
allo spegnersi del sole.
Vedrò ancora
la sua luce Domani?
Nelle acque profonde della nostra vita
nella carnevalesca crudeltà sono finita.
Getti di luce scoprono scene d'orrore
e vicino all'ancora delle lacrime aspetta il mio dolore.
Grotte umide con anime sparse per terra senza protesta
coprono brandelli di rabbia e ira funesta.
In fondo alla grotta appeso a testa in giù
il risentimento umano respira guardando acque blu.
Muffa di umido copre il suono della paura
cerco l'uscita da questa profonda grotta azzurra.
Nuoto avanti per ricomporre le mie idee
scappando della parte umana senza le dee.
Scoprendomi viva, in fondo ad un isola sono arrivata,
di esseri senza morale, mi dice qualcuno, è abitata.
Vi danzano anime con il partner il loro misero pudore,
nei ripetuti gesti di svestire e vestire di sabbia il loro sudore.
Spirale di musica attira la mia anima spaventata e disgustata
prendo la gondola e sugli scogli della frustrazione in un'attimo son arrivata.
Puzzle umano, cercano di ricomporre l'immagine del loro risentimento
nella vana speranza di un sorriso soddisfatto, ma nessuno lì è mai contento.
Chiedo un favore al mio dolore, di visitare l'ultimo scoglio
ove scorgo in lontananza anime sepolte nel loro orgoglio
-nulla vi è lì, di cosi interessante, risponde il dolore
e sotto le sue ali voliamo via all'istante.
Dall'alto sbircio alle spalle del mio dolore
e odo voci felici, ecco, trovai un posto per me, batte il mio cuore.
Ultima fermata ottengo, dopo uno sguardo supplicante...
se proprio ci tieni, risponde il dolore all'istante.
Un'isola bella e tranquilla penso distratta
forse delle lacrime ancorate mi sono disfatta
Qui è tutto così bello, è qui che voglio stare
e nella tristezza che vedo, il dolore mi lascia andare.
Ecco la mia scelta nella ricerca oramai disperata
-è quella giusta!
mi dice un'anima dal nulla spuntata!
Sorrido ai volti di luce intorno e chiedo il nome del posto
da me tanto sognato.
Nessuno risponde, allora vedo un castello
con tante rose come cornice adornato.
Entro lì dentro cercando e ammirando cotanta ricchezza
e vedo seduti sul trono i regnanti nella loro grandezza.
Con la mano sul cuore vi sono anime che fanno inchini
donando con sorriso suon di quattrini.
Mi avvicino a questo re così ammirato
il nome di questa isola loro di sicuro sapranno!!!
Mi guarda il re, e dice con voce burro e miele dorato
benvenuta speranza, nell'eterna isola dell'inganno!
+
ogni riferimento ad altre opere è puramente casuale!!!!!!





