Ciò che sono.
Sono ancora io,
anche se questo specchio
mi nega.
Lacrime e sangue
hanno imparato il silenzio
nel discendere
in quest’anima
che un tempo conoscevo
e ora mi sfugge
come luce tra le dita.
Non provo vergogna
davanti a questo specchio nero.
Non chiedo perdono
per avere amato.
Ho dipinto l’amore
con un nome:
Donna.
Gli orologi
segnano il tempo,
inermi e crudeli,
come se il tempo sapesse
dove condurre
chi resta.
Il futuro
non è che il pianto di adesso
che ha imparato
a chiamarsi domani.
Eppure
non rimpiango
ciò che ho donato:
ogni ferita,
ogni istante
in cui ho amato
senza chiedere al cuore
quanto sarebbe costato.
Anche il dolore,
quando nasce dall’amore,
è vita
che prende forma.
Sono ancora io,
in questo tempo
dove il silenzio
conosce il tuo nome
e l’aria conserva
il profumo
e il calore dell’amore.
Ma tu, Donna…
so che non tornerai.
Non tornerai
a bussare ai miei giorni,
né a vestire d’amore
il mio domani.
Eppure
l’amore resta.
Resta con me,
nel tempo che rimane,
nelle ferite,
nei ricordi,
in tutto ciò
che ancora
mi fa sentire vivo.
Allora resto io,
con ciò che sono,
con ciò che ho perduto
e con questo amore
che il tempo
non ha saputo spegnere.
Nessuna assenza
potrà colmarlo,
perché vive
nel luogo più profondo
dell’anima,
dove io
non ho mai smesso
di amare.

Commenti
Ciao.
Caterina