Ci sono ore
in cui l’età
si siede dentro le mani
e non vuole alzarsi.
Non è stanchezza
del corpo soltanto,
è il pensiero
che perde la sua luce,
è il giorno
che entra senza chiedere
e si stende sulla soglia.
Eppure qualcosa
resta da compiere,
un gesto, una firma,
una porta da chiudere.
Ma la forza
si perde
come un ruscello
che il sole asciuga,
e si scende
in quel buio
che non urla,
non minaccia,
aspetta.
Finché anche il sorriso
diventa una cosa lontana,
un uccello
che non torna
al ramo vuoto.

Commenti
Ciao, Luigi, buona giornata.
Caterina