Il linguaggio non è un vetro
attraverso cui guardo il mondo,
è il mondo che cambia
mentre lo nomino.

Se dico “luce”
non è la stessa luce
che entra nella stanza,
ma quella che impara a vedersi.

Se dico “amore”
non è lo stesso battito nel petto,
è il battito che si ricorda
di essere stato detto.

Le cose non stanno ferme,
aspettano una parola
per decidere la loro forma.

E a volte
non è il cuore a tremare,
ma il nome del cuore
quando lo pronuncio.

Così la realtà si piega lieve
tra ciò che sento
e ciò che riesco a dire,
e in quella distanza
nasco anch’io,
ogni volta diverso,
ogni volta scritto.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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