E' un sonno di sole,
di limpida luce che colma
il cammino diritto,
contro la brezza che soffia
musica dalle finestre aperte,
odore
  (di)strutto e d'infarto,
ai piani alti risate e pianti,
amplessi liberano
piacere in versi
passanti lasciano
scìe di suoni morenti,
mi travolge
un'onda di folla
e in essa sfocato
è il volto che mi domanda,
chiede conto dei miei giorni invisibili
che se esistere significa esser percepiti
allora sono morto
ma posso risorgere
trafficando con l'illusione
come quando mi accade di pensare
che ogni istante della vita può esser poesia,
lo penso,
mentre piscio leggendo frasi oscene
sui muri di un cesso alla stazione,
poi ripiglio a scagliarmi
contro il buio limite del risveglio.
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Profilo Autore: Luca Gandossi  

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