Accarezza la collina
la malinconia che si veste di bianco
strappando luce alle luci
Le gocce di brina affogano i fiori
e s’infrangono sulle orme dei passi
dentro frammenti spinosi del vivere
Tu tristezza che culli l’anima
inerpicata tra i ricordi
con tasselli ridotti a brandelli
nascosta nella vuota armonia
Sgorghi
come un diamante sugli zigomi
sull’aria fresca che accarezza il volto
mentre si alza la nebbia
lasciando amari sorrisi
alla mutante malinconia
che gioca con la vita
T’aspetto
seduto sul ciglio di una gronda
e guardo
l’anima mia che scorre
nella pendenza
di un destino che non m’appartiene
E cerco
nell’acqua e nella melma
la ragione eterna
in un filo d'erba
che resiste alle intemperie
per poi cadere e affogare
nel buco del pluviale
T’aspetto
perché non ho altra scelta
e il cinguettio dei passeri
appoggiati sull’antenna
è orchestra
che accompagna il mio silenzio
in un’angoscia lenta
nei vuoti da riempire
L'immaginazione di un viver
bene, ti porta ad esser felice
ma è soltanto un momento
uno stupido istante
che ti illude e ti fa star male
da non poter più sopportare
discorsi buttati al vento
quel vento che finge di rinascere per te
tramontando quando apri
gli occhi, svegliandoti da un sogno
trasformato in un incubo vero
Rimani come sei
un uomo che ama
d'ingenua capacità e immensa dolcezza.
Nelle cose che scrivi.
Esprimendo milioni di desideri
ogni volta che osservi
quel viso di donna
così sorridente.
Tutte le sere pare ti voglia parlare.
Il cuore tuo batte forte
perché è bello sognare
appartiene al tuo mondo.
Un mondo dipinto
di vivaci colori,
musica e parole,
Rimani così... Come sei,
senza strafare,
un dolce uomo
così innamorato, sensibile,
vulnerabile dal suo amore,
così delicato...
giorno dopo giorno
s’avvera il destino
lo scritto ancestrale
di ogni bambino..
passano i mesi
le capriole nei prati
i giochi felici
l’amore s’avvera
nell' alba del giorno.
soffio di vento
sospira nell’ombra
presto la luce
ritorna con gli
occhi bendati dal
tempo.
Mostra la strada
in un campo di grano
la falce e il martello
si tengono per mano.
giorni operosi , giorni
lontani , ormai tutto
e’ passato e il presente
e’ sfiorito come un fiore
appassito.
Torna la quiete
con il riflesso di luce,
cade un seme
dal fiore,
si fonde si mescola
abbraccia la terra
il giorno s’accorcia
per cullare l’amore..
Riappare il dolore
il ricordo e’ sovrano
la mente si perde
nella memoria di pochi.
La luce e’ lontana
s’adombra la sera
la notte s’ avvicina
tralascia la realtà.
In lontananza un richiamo
un canto ancestrale
essenza di vita
d’ogni bambino..
Ogni anno che passa
i mesi raccontano
la vita che scorre
dentro un destino
scritto da tutti
in un giorno qualunque..
Poesia di una notte
che non sa dove andare
a scaldare le parole
dispersa tra le stelle
pochi versi sul foglio
intriganti di una luna
che guarda
lo scorrere
della mano tremante.
Poesia sei tu che danzi
dentro me
e nella solitudine del mondo
non sarò sola
e mi perderò leggera
tra le nuvole mentre
le parole
pioveranno di me,
della mia poesia.

Il cielo è immenso
visto da qui
vedi le nuvole
han mille facce
vorresti prenderne
almeno una
perché sei curioso
e vuoi vedere
se t'assomiglia.
Nel cielo vedi
la fantasia
con tanti colori
che danno allegria
prova anche tu
almeno un momento
a chiudere gli occhi
senza pensare
vedrai di sicuro
un cielo stellato
e tutto il resto
non conta niente
perché sei preso
da codesta bellezza...
Com'era la vita
se il tempo
avesse dato una piccola tregua.
Ora sei solo
assottigli i pensieri
rimani assorto
lontano dal mondo.
Son tristi i pensieri
un pugno nel cuore
le cose più belle
non sai ritrovare.
L'innocenza degli occhi
non puoi rivedere
s'è persa nel tempo,
andava di fretta.
Ora rimani
coi problemi irrisolti
e i pensieri di un giorno
che il sole splendeva...
Paura di emozionarsi
davanti alla luna,
di scaldarsi restando
stretta nell'abbraccio
e poi volare lontano
per non assaporare
la magia di baci e carezze
Paura di toccare il cielo
e nascondersi nell'involucro
come un temporale che non cessa.
Paura di donna che adesso
ruba un sorriso a quel bimbo
che non sa dove andare.
ad imbrattare il candore delle pagine
in mezzo a cotanto elevato intelletto?
Io povera stolta
che oso esporre in piazza
scialbe pezze di cuore e anima, sbrindellate
come merce da sciorinare, incosciente
imbastita grossolanamente
di nauseanti smielatezze
e compassionevoli piagnistei sull'essere
tra le bancarelle più belle
e ben adornate
ricche di strabilianti tessiture
contornate di prezioso sapere
Come potrei sopravvivere
in mezzo a cotanta superiorità?
Sono una povera incauta
e sprovveduta scrivana
che si getta senza adeguata prontezza
nella mischia degli illuminati
per essere scrutata
dalla testa ai piedi
snobbata e ignorata
Pensare
riflettere
non mi occorre!
Affabile e ingenua preda
taccio di fronte all'intelligenza
che parla coi diamanti abbaglianti
e incastonati nei denti
si elogia gratificante
lasciandomi a bocca aperta
e incredula di tanta maestria
m'inchino...
... ridendo...
C'è un tramonto che non vede confini
ma solo orizzonti infiniti, piangendo
lacrime d'addio, in un bicchiere
dove annegano sentimenti scuciti
con valige preparate, per ripartire
andandosene felice, nel fascino
misterioso di universi stellari
che non conoscono cose terrene
vandalismo e superbia incallita
del pianeta dei viventi, torturati
dalle durissime ipocrisie

L'amore esagerato
quello vero
non ha segreti
è senza peccato.
La dolcezza dei pensieri
dei tuoi scritti
e sai quel che dici.
La testa diventa leggera
riempiendosi solamente
di lieve atmosfera.
Dici amore
senza paure
anche sé sono tante.
Amare fa bene
ed è come volare
in un immenso stellato
pieno di desideri.
Impari ad apprezzare
gustare le cose più belle
di una donna infinita.
Ti rannicchi come un bambino
e parli con lei
dei tuoi sogni d'amore...
Di candide marmoree figure
Sorriso di angeli celesti
Coperti di un azzurro trasparente
E voce di sussurri di sorgente
Che salta fra sassi evanescenti
Per dire addio al mondo
Ed andare sul retro di una grata
A pregare per noi peccatori.
Dolcissima fanciulla dai capelli
Più ricci di una nuvola del cielo
Saluti sorridendo la tua mamma
Il babbo i tuoi fratelli e te ne vai
Al chiuso di un convento
Senza lacrime ne pianto ma dolcezza
Che sprizza dal fiore dei tuoi anni
E lasci questo mondo dove tutti
Ancora domandandoci perché
Alziamo gli occhi al cielo per capire
L’arcano tuo divino e continuare
A chiederci il mistero dell’eterno.
dedicata ad una ragazza di 22 anni laureata in psicologia che ha scelto di entrare in convento di clausura







