Intravedo infiniti paradossi di Zenone
fra le 15.00 e la mezzanotte.
Questo periodo potrei chiamarlo "paraocchi".
Uno specchio deformato,
ma non mi sono voluto vedere né sentire
camminando a testa bassa.
La verità è che non voglio sapere la verità:
l'importante è cambiarla.
Chissà chi sei ora nelle tue città francesi
con quegli orribili brunch d'hotel alle 8 di mattina
ed il fiato che senza fiato è rimasto indietro
a guardare in lungo la promenade.
Quel che importa è ciò che io non sono
ma come valore assoluto,
quello nominale è infine solo una tassa
dell'arbitrarietà.
Seguo le tue tracce. Sono prima orfano
e poi vedovo.
Immagino la perversione dei loro baci,
casomai te la sentissi di uscire.
Ed io...ed io: ovunque vada ci sono dentro.
Che ore sono adesso? Ossia, quando mi sveglio?
Il problema è che sì, potrei staccare la spina,
ma per ogni bicicletta nuova provata
sono due ginocchia sbucciate.
Coi bastoni da passeggio fra le ruote
da parte di quelli brillanti;
e ti volevo perché solo io ti vedevo luccicare.
Brinderanno tutti:
chi con le unghie nere,
chi con l'idea di finire urlando al freddo,
chi collassando su uno sbaglio che sbaglio non era.
Chi siamo non lo so più,
o meglio, non si sa di non saperlo prima.
Di sicuro,
domani saremo nient'altro
che gli stessi di ora.
Capita quando l'orologio ha la presunzione
di pensare di essere il tempo.
fra le 15.00 e la mezzanotte.
Questo periodo potrei chiamarlo "paraocchi".
Uno specchio deformato,
ma non mi sono voluto vedere né sentire
camminando a testa bassa.
La verità è che non voglio sapere la verità:
l'importante è cambiarla.
Chissà chi sei ora nelle tue città francesi
con quegli orribili brunch d'hotel alle 8 di mattina
ed il fiato che senza fiato è rimasto indietro
a guardare in lungo la promenade.
Quel che importa è ciò che io non sono
ma come valore assoluto,
quello nominale è infine solo una tassa
dell'arbitrarietà.
Seguo le tue tracce. Sono prima orfano
e poi vedovo.
Immagino la perversione dei loro baci,
casomai te la sentissi di uscire.
Ed io...ed io: ovunque vada ci sono dentro.
Che ore sono adesso? Ossia, quando mi sveglio?
Il problema è che sì, potrei staccare la spina,
ma per ogni bicicletta nuova provata
sono due ginocchia sbucciate.
Coi bastoni da passeggio fra le ruote
da parte di quelli brillanti;
e ti volevo perché solo io ti vedevo luccicare.
Brinderanno tutti:
chi con le unghie nere,
chi con l'idea di finire urlando al freddo,
chi collassando su uno sbaglio che sbaglio non era.
Chi siamo non lo so più,
o meglio, non si sa di non saperlo prima.
Di sicuro,
domani saremo nient'altro
che gli stessi di ora.
Capita quando l'orologio ha la presunzione
di pensare di essere il tempo.
