Massaia, che zappi di pomeriggio,
tra gli amarognoli fiori dell'orto,
fermo pare il giorno, e fra i massi morto
c'è un gatto, là un ulivo e il fieno di maggio.
Come lancette nel deserto
scattano le altalene del campanile;
Punica al raccolto sempre incerto,
con la bestia nascosta fra le file.
Massaia, che l'oro alle urne
impasti, per la gloria del riposo:
-Dolore al banco del mio sposo,
ma il dolore è accanto al batticarne-
Quel grattugiare sul fiume,
al tramontare del giorno mite,
è più duro di tutto quel barlume
che, donne mie, adesso voi patite!
Massaia, tu, senza il filo delle Parche,
presto invecchiata davanti al camino:
a che sono servite le mani sporche
passate su un narciso a capo chino?

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