L’eco dei tuoi baci traslocava
in un crepuscolo lacrimale
e tu ti sbiadivi addosso
fra matite di cielo stellato,
t’abbinavi ai romanzi del cuor
derubando l’infinito mio astratto.
Tace un carillon di luce
fra le braccia dell’anima mia,
chissà se la sceneggiatura del destino
sposerà tempeste d’ammanchi
fra le maree del mio eco in declino,
siam distanze di cieli dimenticati
sugli equilibri sospesi
del dolce prestito dei nostri pensieri.

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