E tu,
seduto accanto ai miei sguardi,
raccogli apostrofi dei miei baci
come margherite al tramonto
zittite dal plettro del vento
e poi, socchiuso in un pensiero,
carezzi la valigia disfatta
della mia nostalgia.
Le nostre mani dipingono
un tempo accasciato
sulla tela del silenzio
e tu,
seduto accanto ai miei sguardi,
accoccola nelle nostre tasche
rugiada d’infinito e pronomi,
quei breviari di luna che mi dedicasti
e poi straccia i petali del mio vuoto
e fanne corolle dei nostri nomi
ed il tuo amore per sempre mi aspetterà
sull’uscio socchiuso dell’anima mia.
