Gli riempio la testa con i miei versi.
È così che si diventa scocciatore. Eccomi dunque tra gli operai di tutti i tempi
Ad assaggiare la disoccupazione. Ed in effetti si sta molto male da questa parte
Per arrivare all’altra bisogna superare un punto critico come Dio comanda
scoglio di legittimazione:
Parlare a Mecenate, fargli arrivare l’ originalità,
dimostrargli che c’è bisogno della mia Poesia, che senza di me, insomma…
Mecenate invece fa tutto da sé, come un Dio egli è, entra ed esce nelle vite altrui
Solo chi reputa all’altezza di quest’arte ammette in sua presenza
Che scoglio è dunque?
Non mi resta che inseguire Orazio, ma lui si divincola
rivelandomi che anche a riempirlo di capolavori
la sua opinione non piegherà l’orecchio di chi non vuol sentire
La questione è dunque tutta qui. La questione della poesia dico
oggi come ieri, un affare ristretto a pochi, un circolo riservato agli intimi
c’è chi va per la sua strada e chi devia dalla sua
Allora è meglio godersi lo spettacolo come l’uccellino sul semaforo
che ride, sistemandosi i vestiti,
di ciò che scorre indaffarato per la via
tanto nessun Orazio ascolta
nessuno alza lo sguardo oltre il rosso il verde il giallo
compreso chi vorrebbe riportarmi in tribunale
E tutto ciò davvero, non ha importanza alcuna

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