I vetri tremano, le pupille si dilatano
Non hanno pace gli armadi e dunque si organizzano per uno refresh.
Come la metterà il sangue nascosto nelle vene
Convoglia a nozze il retto con la mano che impugna il gesso.
E dunque che conti fare?
Sembra la dichiarazione del primo ministro
Ma attaccato a una virgola rimane un elefante.
La proboscide lancia l’allarme alla coda.
Il conto dei secondi lo farà il ministro tal dei tali
Quello stesso che si occupava di oblò per celle frigorifero.
Oh si che si sapeva come fare una guerra
Pochi morti e resa in moli dava subito il suo vantaggio.
Ma con i secoli che si avvicendano al tavolo della Caritas
e le trattative al grammo nei Talk Show
Ha preso il sopravvento una tribù di mamba
E, se non basta, c’è sempre un boletus satanas a dare il cambio.
Meglio ripassare le regole
Ricominciare il conto per assegnare i coefficienti ai burattini
Nessun cavaliere è a posto
Rolando lamenta un numero sbagliato di ossidazione
Anche il filo si muove all’incontrario
Vorrebbe un paio di spine per ampere
E una carrucola per stendere il palmo della mano.
Non sa che i costumi dei morti si calcolano in vendetta.
E dunque per ricominciare a fare calcoli
Occorre sia chiaro che Lavoisier non trapassò invano.
La massa non si lascia sfuggire alcun atomo
Pure quelli dissolti dal mare, i piccoli assieme ai grandi con la pancia e gli elettroni nudi
Hanno il corrispettivo dall’altra parte e formano legami
Stretti alla gola e con resa quantitativa anche in fondo al mare.
