che graffiano la pelle
s’infiltrano in ogni crepa
e la fanno sanguinare,
distanze mute
coricate di fianco
nello stesso letto
a congelare le ossa,
e poi ci son quelle distanze
legate da fili invisibili,
indissolubili,
così vicine che le senti,
e si sfiorano
come carezze leggere
di vento,
come il lago
che con le sue acque
lambisce i piedi della rupe
ma non arriva al cuore
fermando il battito
ogni istante,
come fuoco alimentato dal mio battito
come un'idea che invade la mia mente..."
Qui.
Oggi e per sempre, come ieri
e poi sarà così anche domani
tu, in ogni mia parola
in tutti i miei pensieri...
...La vita intera
per quel che resta,
per quel che posso,
la mia stanchezza,
tutti i miei affanni,
a te che sei quel fiore rosso
che nel mio cuore vive
da mille anni...
lui
non potrà mai sfiorire
ha visto guerre e danni
e la trincea
di ogni più sballata idea...
di chi ha vent'anni
e a capofitto
si butta dentro il mondo
perché è convinto
di cambiarlo,
modificarlo
e migliore,
infine farlo...
Ora sono qui,
con i miei mali dentro e fuori
con i miei errori
e la mia voglia spesso di morire
e qui mi fermo,
raccolgo il meglio del "mio tempo migliore"
della mia vita,
insieme a te
e mi riarmo...
E quest'ultima poesia
è per te
Amore dei miei giorni andati via
che furono un'esistenza intera
e che oggi ancora
(e così domani)
danno e daranno il senso,
alla mia vita triste e vana
che spesso sfugge,
dalle mie mani
e che dà dentro,
un fiume di dolore denso
un freddo vento
di tramontana...
che il futuro è già da qualche parte,
e che il passato non è del tutto passato ed immutabile.
Ciò che per te è già passato, per me non è ancora avvenuto.
Tu non mi ami più, ma io ti amo ancora.
Lo so, forse non c'entra niente con la teoria dei quanti,
ma sai, la lettera d'addio che mi hai spedita,
a me non è ancora arrivata.
Nello spazio degli eventi che ci circonda,
viaggiamo su un sentiero che potrebbe
riportarci al punto di partenza, oppure,
attraverso varchi spazio-temporali,
immetterci in un altrove,
dove io non ti amo più, ma tu mi ami ancora.
Dicono ormai che il tempo non esiste,
che tutto è solo probabile, che nulla è fisso.
Se così è, continuiamo allora ad amarci
anche se forse non ci siamo amati mai,
viviamo insieme il tempo inafferrabile
che non ha nome né direzione,
che è eternità che dura un istante.
dov'è l'amore, dove... si è nascosto
forse passa di qui ed io non lo riconosco
forse mi guarda, mi cerca, forse aspetta
che anch'io ci metta, un pò di voglia e molli la mia stretta
dov'è l'amore, in qualche bacio, buttato altrove
è nelle strade, che io non faccio, per il pudore
è nelle chiese, nelle parole del Signore
...
dov'è l'amore, faccio silenzio, spero faccia rumore...
nelle sue mani c'è tutto il bene che mi serve
e darà fiato alla mia vita, oramai, senza riserve
dov'è l'amore, non chiedo in giro, io non vorrei
distrattamente forse capire che non esiste lei
dov'è l'amore, quello che ti fa cantare
quello che ride delle tue cose e ti fa star bene
quello che al buio ascolta tutte le tue pene
ed al mattino ti abbraccia e dice "ce la faremo insieme"
dov'è l'amore, dov'è... l'amore
forse, in queste quattro righe, scritte per dolore
o forse è amore, intorno a me, qualsiasi cosa
voglio pensarla così...non è una scusa.
lei lo trattenne con tenerezza e furore.
Non era usuale nelle caverne,
dove da sempre ci si accoppiava a caso,
anche se il primo a scegliere la femmina
era sempre il più forte.
Lui si soffermò a guardarla negli occhi
e nel riflesso del proprio volto nell'iride di lei
vide il bagliore di un nuovo riconoscimento.
Non esistevano ancora le parole,
ma lei glielo disse con lo sguardo
che voleva solo lui,
per sé e per il vivace marmocchio
che sguazzava nel fango della caverna.
Quando lui, tornato dalla caccia,
uccise il maschio che l'aveva posseduta
mentre lui era via, si creò un tacito accordo
nelle usanze del gruppo e da allora quella femmina
fu solo sua ed anche il marmocchio.
Fu un caso unico, in quel millennio...
Ma un nuovo seme si era sublimato nell'aria
e appena trovò fertile terreno,
attecchì in ogni parte del mondo.

Immagini sé come per magia
mentre fuori piove
e si stà facendo l'amore
io ti chiedessi di sparire
da questa vita
ed andare altrove
non importa come
ma basti solo tu
non serve altro.
Immagini amore!
Quanto si potrebbe star bene
parlando ogni giorno
delle più piccole cose
che fanno grande un sentimento
ed io ti ascolterei ogni momento
senza perdere il filo del discorso
interessandomi soltanto
d'osservare le tue labbra
mentre mi parli emozionata.
Esisti solo tu
in questa mia immaginazione
un sogno interessante
dove come per magia
mentre continua a piovere
ti chiedo di sparire
io e te...
Mentre si fà l'amore.
Morsi di baci,
morsi di baci e luce
infine viaggiatori
ed altro ancora.
Inventori del tempo
cancellando steccati
di morali consumate
e religiose credenze
in un corpo a corpo
che non ha parole
ma ombre che si stagliano
alte come ere geologiche
e profonde
come mare profondo.
Ed è nuova mattina.
18 ottobre 2013
non mi piacesti.
Ricordo che con fare irritato
mi scansasti
perché ballavo troppo stretto
quasi immobile, sulla mattonella del parquet.
Poi ti rividi ai concerti della Gioventù Musicale,
mi sedevo sempre vicino a te,
perché la tua amica mi era simpatica.
Una domenica, chissà per quale impulso,
mi telefonasti:
avevi bisogno di un cavaliere per andare al cinema,
da sola i tuoi genitori non ti lasciavano uscire.
Ricordo persino il film, Darling, con Julie Christie.
Non eri poi così antipatica….
Tu da anni sei tornata fra le stelle.
Io non posso dimenticare che la mia vita di uomo
è incominciata e si è costruita insieme a te,
mi stimolavi a finire in fretta gli studi,
mentre ti preparavi, studiando il portoghese,
a seguirmi anche in capo al mondo,
nel mio paese natio; poi rimanemmo qui,
nel giro di tre mesi mi laureai, trovai un buon lavoro,
ci sposammo. Erano davvero altri tempi!
Dopo due anni nacque nostro figlio,
ma troppo presto ti ammalasti
della male crudele che per oltre vent’anni
hai affrontato senza timori, a viso aperto
ma che alla fine ti ha portato via,
io lo spero, in un mondo migliore.
Non ci sei, ma ci sei.
Nostro figlio assomiglia a te,
e quarant’anni della mia vita
sono indissolubilmente legati a te.
Non ci sei, ma ci sei, Carla,
e nello scrivere il tuo nome
mi sale forte un groppo in gola.
i riccioli sparsi sul cuscino
non più neri ebano
striati di grigio
segno della vita che va
Ho inventato solo per te
un cielo stellato, la luna sorridente
che illumini le tue notti
anche se lontano sei da me
creato per te l'alba rosata
il sole nascente
che ti scaldi il giorno
anche se lontano son da te
Tu sei il mio cielo
la terra dove poso passi stanchi
migliaia ne farei per approdare
alla spelonca dove giaci
adorna di tubi colorati
attraverso i quali il tuo corpo vive
L'anima e con me sempre ed ovunque
legati siamo da un filo indistruttibile
andremo oltre ogni ostacolo
ogni ardua battaglia
vinceremo insieme
Alla fine ci scioglieremo in pioggia
innaffieremo il suolo che da piantine
ci ha visto diventare alberi forti
e vita daremo ad altre vite, nutriremo
il cerchio della vita simbolo di compiutezza
di unione che rottura non ha
senza inizio e senza fine ….
squarciato da tagli di luce obliqui
in cui roteano pulviscolo e instancabili moscerini.
Vibra esattamente come allora, la trama del bosco,
ma oggi sono solo sul sentiero
dove solo un anno fa passeggiavamo,
mano nella mano,
sorridendoci senza apparente motivo,
guardandoci negli occhi,
con i sensi inebriati dall'urgenza di unirci,
che possedeva quasi con dolore
i nostri corpi e i nostri sentimenti.
Sono solo oggi, e cerco lacrime e pensieri liberatori,
perché anche tu sei ora come queste foglie esauste,
custodita dalla terra bruna e protetta da austeri cipressi,
immobili sull’attenti.
So che non ci sono discorsi da fare,
riflessioni da approfondire,
motivazioni razionali da valutare.
Semplicemente il destino ti ha rubato il respiro
e l’energia che ch’era in te si è dispersa
in questa aria sottile ch’ora avvolge la mia tristezza
e ridesta i miei sensi assopiti.
Sdraiato nel centro del sentiero,
raduno intorno a me bracciate di foglie brunite
che ancora vibrano all’alito di vento
e le stringo a me come stessi abbracciando te
e me ne ricopro tutto,
come un anno fa i nostri corpi si coprivano l’un l’altro
rotolando allacciati sulle foglie morenti
e sui sassi aguzzi che nemmeno sentivamo.
D'un tratto, mi rendo conto della follia che mi ha colto.
Mi risollevo a fatica da terra, tolgo con larghe bracciate
pietrisco, terra e foglie dal petto e dalle gambe,
mi siedo su un tronco abbattuto
e, finalmente,
piango.
Scrutandomi con occhi vagabondi
Cercando di coprirmi come un’onda
Di spruzzi che zampillano rotondi
Ardita mi presenta vari mondi
Eterni paradisi d’altra sponda
E dunque l’incertezza che mi sfronda
Scoprendomi gli spiriti profondi
Arriva con dolcezza disarmante
Al centro inconsapevole del cuore
Che prova un’inspiegabile e tremante
Acuta sensazione di dolore
In questa tenerezza affascinante
Preludio dell’inizio di un amore.
Esondavo.
Tracimavano le emozioni,
le brame furiose, a grandi getti,
con la violenza vorace della passione.
Inondavo la tua liscia campagna,
le profondità nascoste, i dolci rilievi
con la carezza ritmica ed inarrestabile
delle onde.
Ma passata con urlo potente
l'estrema onda di piena,
all'alba ho ritrovato intorno a noi
solo vischiose, melanconiche macerie.
Piene di noia e di silenzio.
Non lasciarmi così
sarei unica nuvola che per i cieli va
Non negarmi il tuo sorriso
almeno ancora per un po
ed il piacere di accarezzarti
anche solo di guardarti mentre arreso dormi
un sonno non naturale
Lo so sei un albero che linfa più non ha
da curare con solerzia e amore,
forse anche solo qualche piccola foglia
potrebbe rinascere a primavera
Io sono qui, ardito agricoltore
pronto a sputare sangue
e darti ancora alito di vita
pronta a togliere anni alla mia per darli a te
perchè noi siamo una vita sola indissolubile
Ma col sorriso sulle labbra
e la morte nel cuore
se davvero troppo stanco sei
e senti il corpo che si abbandona
egoista non sarò
ti lascerò andare posando la mano
sulla fronte che di febbre scotta
cantando sottovoce la nostra canzone
Ti affiderò agli angeli
e sarai nuova stella in cielo
e ti amerò per il tuo coraggio
e ti amerò per tutto ciò
che noi siamo stati e siamo
e ti amerò perchè sei grande
e ti amerò semplicemente
perchè sei tu … sempre ….






