che viaggia al ritmo del vento
verso il fluire delle ore
e solo nel silenzio mi sento vivo.
Saluto gli anni che chiudono le porte
e mentre scrivo versi in volo
accompagno sottobraccio i miei pensieri
piegando le parole alle emozioni
vegliando sulla follia di notti in lacrime.
Indicherò il cammino ai miei occhi
lasciando palesi orme
sulla via trapuntata di neve
che il sole scioglierà nel tuo cuore.
dal mondo reale mi portava lontano,
la terra girava, come se fosse un sogno,
di tutta quella beatitudine avevo bisogno,
rapita dal suono dei violini attorno a me,
ero smarrita senza capirne il perchè,
il mio mondo in bianco e nero aveva preso colore,
anche se non lo volevo era arrivato l'amore!
questo ho sentito
dopo tanto tempo.
Il tuo sorriso.....
pensavo di non ricordarmelo più
invece è sempre quello di prima.
Dolce.... radioso
che mi illumina
anche nelle giornate più buie.
Sono felice di averti ritrovato
anche se in realtà
non ci siamo mai persi.
Il tuo caldo abbraccio
i tuoi baci intensi sono tornata
indietro di molto tempo.
Sono tornata a sognare.

Il gabbiano danza nei mattini di pioggia,
riposa sulle balaustre dei pescherecci fermi
che aprono al cuore la via del cielo.
Aspetta leggero
che la tempesta plachi il suo ardire
liberando in cielo l’arcobaleno.
I colori come gradini,
per scivolare verso la finestra dei tuoi sogni.
In silenzio, con la luce delle stelle tra le ali,
al ritmo del suo respiro,
danza nel tuo dormire
lottando con i demoni dell’ansia del vivere della tua anima.
Il poeta e la sua anima di gabbiano,
vive per il senso dei fiori dei tuoi occhi
tu che sai sorridere ancora
in una realtà in bianco e nero,
tu terra d’approdo
per l’inquietudine senza tempo
dove il seme si fa frutto.
Tu non lo sai,
sei la farina migliore del pane dei viandanti
tu non lo sai
le tue labbra hanno l’umido dell’erba di certi mattini
il sapore buono dei frutti vestiti d’estate.
Io danzo tra cielo e mare,
riposo disegnando vita
sulle finestre bagnate di pioggia,
aspetto l’arcobaleno per poterti sfiorare.
Sul tuo cuscino lascio una piuma
che ha raccontato mille emozioni
intengendosi nel calamaio del cuore
che vuole incontrare ora
la tua essenza d’oriente.
Io danzo tra cielo e mare,
riposo disegnando vita
sulle finestre bagnate di pioggia,
aspetto l’arcobaleno
per capire che non ci sei più.
La vita andrà avanti,
tra schizzi di mare e ricordi;
la vita andrà avanti
il suo volo, una danza di gabbiano.
Foto :Giovanna Del Prete

Vederti
senza guardarti,
con l'immagine sfuocata
del pensiero.
Sentirti
senza toccarti,
col desiderio doloroso
della carne.
Amarti
senza averti,
con l'insana illusione
della speranza,
Morire
senza rivederti,
con il vuoto sconsolato
in fondo al cuore.

Parlerai ancora d'amore
ritornerai a far sognare
con dolci parole
come il cuore tuo sa fare,
perché funziona così,
è come un fiore nasce
un altro muore.
Parlerai ancora con le stelle
che staranno ad ascoltare
rinascerai come il sole
pronto a far scaldare
tanti amori.
Ed il cielo
si dipingerà di un sorriso
il tuo...
Un amore senza confine
infinito come il mare
che si lascia trasportare
dove non c'è male.
Un amore che non mente,
sa attendere anche se è tardi
e se poi fuori piove.
Un amore grande
che si confonde con le stelle
si riflette sui tuoi occhi
come un sogno di una notte
stupenda da ricordare.
Un amore
soltanto un amore.
mi urla dentro
la definitiva condanna a vita
che mi hai inflitta!
I dolci sogni spezzati
sono sfuggiti tra le dita
irrigidite
dai sensi raggelati.
E' vuoto lo spazio
in cui scorreva
la dimensione arcana
delle nostre vite parallele,
dissolto l'incanto
che celava al mondo
l'audace gioco degli amanti.
Il tuo orribile silenzio
annebbia il passato,
spegne il domani,
e non sento più battere
nemmeno il mio cuore.
lucente luna!
Pur se furtivo guatar mi vedi
il suo sguardo,
sappi che non è malevolo
il mio agire.
Cerco nell'algide pupille
il segno d'un palpito segreto,
il bagliore d'una celata cura
che riaccenda la speranza
che sopita abita l'antro
più recondito del mio essere.
Un'urgente preghiera
mi sale dalle viscere:
ch'alfin si muova,
nell'accenno d'un sorriso,
l'angolo remoto delle sue labbra
e sciolga in lacrime dolci
la banchisa
ch'or fredda il mio cuore.
Mi manchi,
ti abbraccerei forte a me e non ti lascerei più andar via.
Ti proteggerei con tutta me stessa come un bambino.
Consapevole del mio amore fraterno per te,
ora riesco a sentire la sua immensità.
Mi manchi e mi manca l’aria.
Mi manchi nelle calde giornate di sole ,
dove rivedo risplendere la tua bellezza.
Nell’osservare le distese verdi: la tua verde età.
Il tuo sorriso,
i tuoi limpidi occhi.
Le fredde e cupe giornate mi riportano
all’affronto col duro impatto della tua assenza
ed è tormento.
Il ricordo di una gioia immensa ascoltata mai nel mio cuore,
ti riportavamo a casa,
ad un tratto sei scivolato dalle nostre mani.
Chiudo gli occhi e ti abbraccio forte,
ti sento abbracciarmi
mentre ti sussurro:ti voglio tanto bene amato fratello.
e dentro si desteranno i demoni
le risate finiranno
in un muto e amaro silenzio
lasciando cadere
lo sguardo nel tramonto
Ti penserò ancora stasera
e il tutto intorno s’irradierà di luce
facendomi sentire piccolo
senz’altre parole
e affonderò nella sabbia
nel vuoto che sa di te
Ti penserò ancora stasera
nelle lacrime che s’inchineranno
a baciare la mia bocca
mentre l’argento dei momenti
risalirà attraverso la pelle
spogliandomi di te

Sarà l'amore ha parlare
e starai ad ascoltare
deciderà poi il cuore
se saran vere le parole.
Terrai la bocca chiusa
e sentirai solo un respiro
che ti riempirà di gioia,
illuminando il tuo sorriso.
Saranno giorni d'amore
giorni di vendemmia
con la luna ancora piena
che accompagna la sera.
Sarà come magia,
sere d'amore
dove a parlare
sarà soltanto il cuore.
senti la brezza che ti accarezza le membra.
Sarò il vento solitario
che naviga nel tuo cuore,
sarò la salsedine
che idrata le tue lacrime,
sarò lì...
in quei momenti
che ti sentirai dispersa.
In quei momenti dove tutto ti sembra compresso
rinchiusa in una campana di vetro.
Per troppo amore, forse, non so più amarti,
non trovo più le parole giuste,
i gesti adeguati.
Impotente vedo consumarsi
il grande fuoco che accendemmo
col primo bacio, la prima carezza audace.
L'ardore inespresso evapora dal mio essere
in un velo di tristezza, dietro cui celo
mute domande esistenziali.
Ancora non m'arrendo,
ancora m'immergo nella profonda laguna
del tuo sguardo,
alla ricerca del tuo cuore pulsante
schiumoso di linfa vitale,
Graal di salvezza
a cui abbeverare la mia anima assetata.
Ma è un boccale di fresca acqua trasparente
che mi ritrovo tra le mani,
con cui brindare,
rassegnato,
alla nostra nuova, casta amicizia.







