Bussano, bussano
sei tu alla porta...
i sentimenti scalpitano
bussano si rincorrono
e dopo la rincorsa cadono
... di netto e bussano alla mia porta.
Bussano, scalfiscono il legno
graffiano quei nomi nostri incisi.
Qui abitavamo noi, qui risiedeva l'amore
bussano, bussano, vogliono che io esca fuori
... a spalare la neve del mio cortile
a piangere per le cose che ho perso
non sapendole custodire
vogliono vedere le mie cuciture
i miei strappi in mezzo al petto
vedermi al tappeto.
Io sono pronto
io mi ero perso
mi ero ritrovato in te
...illuso.
inebria l'aria
e dall'anima agli occhi
l'amore smuove i corpi nudi
l'uno sull'altro
È un incrocio
di emozioni
brividi a pelle
sensazioni sensuali
mani che esplorano e affondano
nelle voglie accattivanti
di appartenersi frementi
carezze e lingue operose
sulle curve morbide
e forme eccitate
ed eccitanti
Abbonda l'ardente cercarsi
sulle bocche tremule
traboccanti di sentimenti e passioni
tra le lenzuola stropicciate
dagli amplessi e colpi decisi
Umori e odori
amplificano le emozioni
spogliando le menti dalle inibizioni
portando i corpi
all'apice del coinvolgimento
stremati al godere affannato
Il trovarsi poi
appagati dall'amore saziato
in un quieto abbraccio
fa dei corpi amanti
riposo e dimora di un'unica anima
Cercherò una canzone
…se è vero che non ci sia più speranza
io credo di sentire ancora la tua emozione
e se questo amore, stanco, più non danza
voglio credere che ci sia ancora… una canzone…
una canzone, che ti sappia accarezzare
che ti faccia compagnia quando… sei sola
un ritmo continuo come le onde del mare
un sogno puro e libero, un gabbiano, che lo sorvola
…se è vero che un amore di qui è passato
e che il tempo ancora non ha del tutto tradito
ci sarà una canzone per chi, come noi, ha amato
e dell’amore non tutto, ancora , ha capito
una canzone, che ti possa far ricordare
che nulla esiste ma che tutto può esser vero
come le lacrime che si possono asciugare
come l’idea che si possa vivere in un pensiero
se è vero… io cercherò una canzone
che possa fare, per noi tutte queste cose
ricordarti cosa è stato il nostro amore
ricordarti che dove ci son spine, ci son anche rose
ricordarti che dove ci son spine, ci son anche rose
le tue dita agili sui tasti,
e m'abbandonavo alle note
danzanti intorno a me,
avvolgenti e seducenti.
Suonavi e mi guardavi,
sorridendo con femminile malizia.
Immaginavi il mio sguardo
sfacciato sul tuo seno poco difeso
e percepivi il pensiero impudico
che mi distraeva nel rincorrere
le tue dita sulla tastiera.
Già sapevi che sarei venuto dietro di te,
ch’avrei posato le mani sulle tue spalle
atteso che ti voltassi lentamente
per baciare con bruciante desiderio le tue labbra,
fra una nota e l'altra, sempre più distanti,
scoccate da mani ormai quasi ferme.
Valicando la porta della tua camera,
sfumava nell'aria Chopin...
un preludio di carezze e di baci audaci,
un étude di epidermidi vibranti,
e, infine, un notturno,
prolungato abbraccio.
È vero, amore,
non sono mai riuscito
ad ascoltare per intero
un notturno di Chopin
suonato da te.
Fosti tu a donarmi questa pioggia
che tutto bagna e inonda,
questo muscolare mescolarsi
e confondersi.
Fosti tu, miele e grappa,
a strapparmi la camicia
nera della tristezza,
tu a donarmi il vento
ed ora, aquilone, volo sui tuoi sensi.
Tutto era danza,
sincronismo.
Tutto era ritmo.
Prima lento,
poi via via trascinante,
quasi tribale.
Il calore aumentava
e come marea incontenibile saliva
il desiderio di svuotarmi
dentro di te.
Fosti tu l'argine da superare,
la diga da distruggere,
la sponda da sommergere
e piacevolmente uragano, ciclone,
più di un fiume.
Fui la furia che tutto travolge
e inonda.
Pendolo che ritorna,
ciclo che si ripete,
sole che risorge.
Certezza puntuale,
questo muscolare mescolarsi
e confondersi
i nostri corpi bramano
ancora e sempre.
Rituale che si rinnova ogni giorno,
tutto fuori e dentro
cresce e si fa più grande,
incontenibile,
se tu soltanto insieme a me
stretta voli via
lontana e sopra ogni cosa.
Costante ticchettio di pioggia
che batte i nostri corpi e le nostre anime
incessantemente,
fosti tu e ancora
ad accogliermi, ospitarmi, contenermi
e poi ancora e sempre.
Hai giocato con la mia vita
ne hai fatto pezzettini
irriconoscibili
e hai preso
in mano il mio cuore
per scagliarlo contro il muro
e vederlo rimbalzare
a terra.
Hai unito le tue labbra
alle mie
assaporando il gusto
di una sigaretta appena spenta
e ti piaceva.
Abbiamo percorso una strada
piena di ostacoli insieme
e
alla fine l'ostacolo più grosso
sei stata tu.
Aspettando
…più passa il tempo, più sembri un’altra
non più la stessa che bussò alla mia porta
che aveva sorrisi e baci, in abbondanza
ed io porgevo la mia guancia
…e mi ripeto oggi… che è normale
che se non ti cambia il tempo lo fanno le persone
ma ciò che provo io, dentro, è sempre uguale
sono una pietra tanto dura.. dove è inciso solo il tuo nome
….ma da dove…ritornerai
….ti chiamo forte,
dal mio pianoforte
e son convinto… che mi sentirai…
e così apro…le porte..
a quel sorriso, a quei baci
..in abbondanza…
e porgo, con speranza
ancora fuori… la mia guancia…
morbida profumata
mi accarezzi il viso
arrivi fino al cuore
da tanto tempo ormai
ma l'ebrezza non muta
nel vento che porta via
il tempo intorno a noi
Tu fiore di loto
che cresci in fangosa acqua
e rinvigorisci all'alba
nella bellezza più estesa
dell'universo intoccabile dalle impurità
il mio cuore e la mente rendi puro
Il tuo respiro è brezza
fresca e leggera
annuncio di primavera
ogni anno nuova vita rinascerà
Dai tuoi occhi lacrime
calano leggere
mutano in fiocchi di neve
le fattezze di una stella
illuminano il cielo
Raccogli spine e pietre
affinchè il sentiero
che percorrerò mai mi ferisca
i piedi dove le impronte poso
e tu ombra mia mi seguirai
per tutto il tempo a venire ….
Come si muore ogni notte
In questo fare l’amore intriso
E colmo dei nostri respiri.
Semplicemente morirei così
Con la barca del buio che si rovescia
Tra le onde innalzate da questa passione
E affonda insieme ai due corpi il cielo.
Morirei tra i fondali segnati dalle mie mani
Quando mi amavi, quando volavo.
Mentre moriva ogni notte la morte
Perché da te, mi rigeneravo.
dove m'aggiravo con labbra astronome
a disegnare costellazioni senza nome,
e lo humour con cui i tuoi seni diseguali
facevano a gara a cercare le mie mani
per farsi scolpire in nuove, plastiche forme.
Ho amato di te le tue vigorose cosce ardenti
che s'addolcivano nella curva dei glutei arroganti,
e l'aura odorosa che esalava dalle morbide pieghe
dell'antro malcelato sotto il boschivo colle
a cui anelavano i miei istinti impetuosi.
Ho amato di te l'abbandono fiducioso
con cui mi lasciavi entrare nella tua casa segreta
offrendomi cibi divini e ambrosie spumeggianti,
fra canti e soliloqui con cui accompagnavi
la mia libagione frenetica e golosa.
Ho amato di te le tue mani veloci e sapienti,
con cui curavi il mio arredo di preziosi beni
e la gioia delle tue labbra che s'abbeveravano
alla svettante fonte, mai avara di nettari sontuosi
a tracciare geroglifici sul tessuto rosato del tuo grembo.
Ho amato di te il tuo corpo steso di fianco al mio
a sopire i respiri accelerati e le stille di sudore
e il bacio di complicità che ci scambiavamo,
mentre le nostre mani esauste posavano lievi
sulla semisfera delle nostre natiche impudiche.
Questo amore
questo amore, ci ha rubato tutto
ora do le spalle, al nostro letto
e se mi giro vedo, ancora, il tuo corpo nudo
ed il mio steso... sul tuo bianco petto
non ci ha dato scampo ne umile progetto
da poter portare all'esame come adatto
a durare tanto da avere una casa un tetto
un balcone, un giardino...un piccolo orto
... questo amore... è morto
questo amore... distratto
questo amore... nato maledetto
questo amore per cui avrei... dato tutto
ci ha costretti l'uno contro l'altro
ha nascosto, perso e poi ritrovato
solo per il gusto del rinfaccio dell'accaduto
questo amore, in fondo, ci ha tradito
ci ha appeso come panni al sole
bagnati dalle frasi dolci e dalle liete parole
e ci ha lasciato asciugare dal dolore
per portarci poi a riposare in qualche cassetto
... chissà dove...
L’assenza di te
la realtà si smaglia, come una calza
quando lasci cadere, brividi su di me
ed un fumo riempie questa mia stanza
sta bruciando, brucia l'essenza di te...
o amore perchè sei fuggita, in vacanza
è un treno, questo mio cuore, un locomotore
sento che arranca, fa sbuffi ed avanza
butto dentro le mie voglie ed esce vapore
le tende son chiuse, il cielo si scanza
i tuoi ricordi, fanno volteggi, come una danza
e lo stomaco è chiuso ora è sazio abbastanza
e solo ai tuoi baci, lo so, non farà resistenza...
la realtà si smaglia, come una calza
quando lasci cadere, brividi su di me
ed un fumo riempie questa mia stanza
sta bruciando, si brucia, l'essenza di te...
l'assenza di te...
Ti appartengo
Fiera
Come queste pietre
Poste una sull’altra
Appartengono al suolo
Mentre ora sono una colonna
Che si erge in modo sublime
Retto orgoglio di creazione
Esibita al cielo.
Ti appartengo
Dolce
Come l’eco che nasce da un suono d’amore
E ripete con la vibrazione del vento
Ogni parola, anche nel sussurro
Di una carezza.
Ti appartengo
Sognante
Come il respiro sulle tue labbra ardenti
come la mano dove poggi il volto di notte
come la luce che ti sfiora all’alba
invidiosa della mia presenza
rimasta lì, a vegliare il tuo sorriso.
Ti appartengo anche nella mia assenza
Malinconica
Come il ricordo di una lettera inaspettata
Come il racconto di un viandante fermo sul molo
Come questa onda
Si infrange con forza contro lo scoglio di vita
E mai sarà uguale
Come me, unica e diversa
Come lei
Che ora ritorna nel mare.
Scrivo poche parole
e dentro ci troverai l'amore
quello che non sa morire
che prende il cuore
e poi con lo sguardo fisso
mi fermo nell'incanto di te
e resto li dove il mare
si confonde con il cielo
e poi senza nuvole
in un giorno di sole
mi appoggio instancambile
negli anni a venire.
E non c'è fine, non c'è tramonto!







