per compensare la mancanza, il mio viso è ormai il tuo mausoleo
e non c'è niente in questo mondo che più ti somiglia,
anche se spesso sorride a cose che tu non troveresti mai divertenti.
Vorrei svaligiarmi l'anima come una cantina
piena di riviste sbiadite di estate e alberi malati
e lasciarci solo le pareti;
per diventare essenziale,
come il marmo che ha reso ricchi i tuoi genitori.
Non potendo evocarti con il mio
lessico che si conta sulle dita, ho evitato di farlo,
e tutto quello che mi ricordo di te me lo sono tenuto
vicino come schegge di reliquia dopo un bombardamento
che si sono insinuate nelle porosità della pietra pomice
che ha sostituito la mia pelle.
Un giorno si aprì a me l’estate !
Piena ,calda ,profumava di salsedine ,
era rovente la battigia …
Corpi nudi s’immergevano nell’eden .
L'estate verrà e non si piange!
Deserto è l'ultimo miraggio.
… miraggio che di sera tanto ispira
e ne fa veglia …
L'estate è l'ombrello il cappello dell'amore,
sotto il suo mantello cuori solitari :
pallidi e freddi gli umori
una sferzata di vita li fa gioire .
… e l'estate verrà e sarà virile
se voi amate vi scalda il cuore,
il voler sentire la musica del mare ;
con voi la mia anima cammina .
E non c'è uscio per quell'onda
non c'è strada per ricominciare.
Nessuno!
Solo mani tese clemenza chiedono
un nulla o un chissà cosa ,
scrivono versi sotto l’ombrellone ,
sanguinanti d’illusione
scotta la sabbia calcando nostalgia .
… ma dove porta quella porta?…
Dove?…
E dove esce?
Nessuno sbocco e né entrata,
c'è l'estate che è arrivata:
Calda
libera
Innamorata …
abbracciata
a guglie nere
il vento soffia
su sepolcri
di cenere che fu
e impalpabile
un fantasma volteggia
tra le navate
aguzze, sconsacrate
sfiorando
la gioia dimenticata
nelle tombe di poeti
la cui gloria è oscurata
quel fantasma
effetto di notte
pallido di luce
in punta di parole rotte
nel ricordare
suo gotico castigo
in simboliche odi
sul sepolcro del poeta*
che di parole fece
un malinconico intrigo
versi maledetti
recitati nel crepuscolo
dove le parole
dei reietti
si spargono come lacrime
di civiltà cadenti.
Evanescenti.
*Paul Verlaine
ti ritrovo accanto muta,
mi conosci invero e insiste
su la pelle che mai muta
su' calore 'l tuo crudele
sguardo 'n piena come un fiume,
come tale sazio in fiele,
c'ha fame eterna in lerciume.
Non fuggiasco e non distante,
pervade, permea e invade
del silenzio più 'nquietante
l'intelletto mio che cade,
e qual vela prima in sosta
perché 'l vento manca e scende
quando torna va a sua posta,
al suo voler così s'accende.
M'al svegliare de la mente
chiodo al cuore stilla il vero;
così è un mondo che mi mente?
ché il mio pegno è sì severo?
Mai donna amai sì tanto,
ma se amar in due si suole
su la terra allora'l canto
è p'Amor che non mi vuole.
Sono un'ombra al tuo passaggio,
un dettaglio che non parla,
pover'om senza coraggio,
un de' tanti e la sua ciarla.
Ma se 'l mondo sarà spento
sì ti priego dolce vita
a donar il suo talento
di parlarmi a li occhi aita!
Scarta le foglie peggiori la sigaraia,
con la stessa pazienza
di chi fumerà quelle più buone
dopo fatto l'amore.
Tortura della ripetizione,
di questa umidità.
Piccozza che non esce dal ghiaccio,
il ghiacciolo cucito sulla lingua.
Che farai mai con quelle mani?
L'amore si fa quando si fa,
non si fa mai dopo.
rimane ai due ragazzi
che nel loro baciarsi
scuote l’aria emozionata
mai finita ne ferma
che al pullular di risposte, si gira
guardando le profonde pupille, vaganti meraviglie
lanciando strali d’amore pulsante
Non è un amore diverso, solo amore
che ammanta, subbuglia, sbatte
Nient’altro serve
I due ragazzi come giovani virgulti, bussano per crescere
ansimano nell’incontrarsi, per poi stringersi come lacci
Il tempo di un sogno, setaccia quel che accade
lasciando passare germoglianti sentimenti
e caldi baci
Inerme, davanti a quanto abbiamo
a quanto possiamo
Il vento sfiora
i tuoi capelli
sei appoggiata alla porta
aspetti che il sole
ti venga a trovare.
Chiudi gli occhi
ed ascolti la musica del mare.
E non c’è nessun dubbio
un equilibrio perfetto
il tuo cuore che cerca l’amore
ogni giorno di più.
Ci morirei di te
ogni volta che vuoi
ci morirei tranquillamente.
Tu che sai dare amore
regina del mio cuore
ora ti posso dire
cosa sarai per me.
Sarai quel mare
l’evento più speciale
la donna dell’amore
anche quando non c’è il sole.
Quella che aspetta
davanti ad una porta.
Ci morirei di te
Regina del mio cuore
ogni volta che vorrai
io ci sarò
dietro la porta
e aspetterò impaziente
accarezzandoti insieme al vento.

Scoppio di vita
devastato
il mio corpo grida
“si sono salvo”.
L’universale
diviene semplice,
l’energia
contenuta e riversata.
Ballo, canto,
rido e gioisco.
Realizzo, intraprendo e creo
nessuno mi può nulla
tanta
è la sintonia con l’essenza
ma basta spegnere la luce,
il medioevo è tornato.
O divina luce
abbaglia
i miei occhi,
disseta il mio cuore,
fà che da quest’alba
nasca
un’angelico sole.
oserei dire gallina più che gallo
Il vento è bugiardo nell'andare a Nord
il vento è bugiardo nel dirti che è vento
il vento è bugiardo e basta
In balia di un'asta arrugginita
vivi comunque al di sopra di me
Vedi qualcosa dalla cima della torre
e sulla cima non lasci spazio per nessuno
Ho cercato amore!
Ho cercato il volto antico …
il respiro di una farfalla innamorata
che urla muta nel suo volo.
Ho ricevuto miseria ,perfidia, menzogna,
il mio cuore l’ho visto rinnegare
pietrificato da ingiustizie e malafede;
ostinato dall’orgoglio mi sono spesso ricreduto .
Volto pagina e riprendo la mia vita!
Riprendo lacrime bagnate,
invano tocco il lembo d’un mantello;
il cristo in me m’insegna la dottrina.
Il figlio del tempo disperde il senso del male
del malsano sapore ne fa esperienza,
aborra l’ingiusto sacrilegio
inflittogli da una mente vuota .
Vola farfalla , vola!
Tra i prati i beati amori ,
tra i poveri il regno del signore
in ogni dove coll’innocenza si è eroi.
Brucia lo spirito amico ,favella il suo canto
com’io sorgo dall’intrepido ardire ,
corteggio la farfalla innamorata ;
il sogno fugace della vita.
Ritrovo l’infinito Te
nascosto tra le lacrime
di una quieta felicità
invasa dal buio.
E non v’è freddo che possa
indurire questo cuore
ne tempo
cosi lungo da poter dar sonno
al mio amore.
Ritrovo l’infinito te
nella paura d’ogni attimo
nei pianti appagati
di preghiere e pensieri
che si perdono
tra fiumi di dolci parole
e stretto a te
respiro la tua aria
tra le pieghe dei ricordi.
e li rimani.
Fai parte del mio corpo
sei indispensabile.
Come il sangue che circola nelle vene
senza di esso non si vive.
Il profumo di noi
mi accompagna per tutta la notte.
Impossibile dimenticare
questo dono arrivato all'improvviso
Passa il tempo dall'antica clessidra scandito
giunta è l'estate, il pianeta inondato dal sole
gira e gira, notti e giorni si alternano
in un moto perpetuo
Osservo la tua viva immobilità,
varia l'espressività del tuo viso
dalla solarità che ti distingue,
alla tristezza che rende i tuoi occhi
ancora più belli, ed in quel mare mi perdo incantata
Quando giunge la sera nell'intimità
del buio baciato dal leggero luccichio di una candela
penso ,un altro giorno è compiuto,
sparirà nel passato insieme a mille altri giorni
col suo profumo di lillà e lascerà una scia di ricordi
da intrecciare in una treccia colorata,
da scorrere come un rosario per rivivere
il passato, per non dimenticare mai
Un nuovo giorno l'alba porterà
altro tempo dato in dono a noi
dalla vita, aggiungereno altri fiori
alla treccia dei ricordi, alcuni avranno sfumature
di grigio, si sa, ma la luce tornerà ad illuminarci
l'anima, se lo vorremmo, se dal buio
non ci lasceremo tentare, dal suo falso calore,
dalla sua finta sicurezza ….
Sarà una battaglia ardua che solo con l'amore
si potrà vincere per vivere al meglio
il tempo che ci è dato di avere
Nascosta da nuvole scure
Che coprono basse e sicure
La mia tentazione novella
Davvero non vedo la luce
Di quella stellina preziosa
Che in questa stagione di rosa
A caldi pensieri mi induce
Pensieri che prendono posto
Nel cuore proteso al sospiro
Dimentico di ogni respiro
E di ogni ricordo riposto
La cerco nel cielo impaziente
Ma lei non mi vuole apparire
Mi fa veramente soffrire
In quanto la cerco fremente
La supplico stella stellina
È l’ultima forse occasione
Per questa mia tarda stagione
Di avere una perla carina
Ma lei si nasconde ridendo
Lasciandomi a terra supino
Nel tetro mio oscuro cammino
Soffrendo distrutto e piangendo.
profumata di un vento estivo
il suono di un piano
si confonde con l'erba
atroce tortura
il rimpianto stordente
di una vita passata
ai margini di una nota
di cose pensate
non vissute
di visi sbiaditi
in una foto
suona i tasti
la malinconia
di vita pensate
non consumate
racchiiuse
in lacrime cadenti
su mani ansiose
negli ulltimi spasmi
di una sinfonia
afona
ai colori
della vita.










