Legando ricordi ai piedi della quercia
piegai il tempo alla tristezza in marcia,
quando la verde madre distese al vento le chiome,
riempì l’aria d’incanto picchiettando memorie
di familiari sospiri, varchi in porti di felicità arresa.
Ascoltai intenta nel nido del cuore, l’attesa
di quel pezzetto di cielo sparso in riccioli d’oro
e dipinta a squarciagola l’anima, esplosi protesa
nell'esser custodita in te, mio eterno tesoro.
Scivolarono sulla pelle memorie in rivoli
di mille indifesi baci e sensuali carezze, scivoli
di abbracci pregni di tenerezza e passione estesa.
Ti sentii allora come ora , amore mio vero, dimora celeste
brivido lungo la sera, spasmo d’istinto, mia unica veste.
piegai il tempo alla tristezza in marcia,
quando la verde madre distese al vento le chiome,
riempì l’aria d’incanto picchiettando memorie
di familiari sospiri, varchi in porti di felicità arresa.
Ascoltai intenta nel nido del cuore, l’attesa
di quel pezzetto di cielo sparso in riccioli d’oro
e dipinta a squarciagola l’anima, esplosi protesa
nell'esser custodita in te, mio eterno tesoro.
Scivolarono sulla pelle memorie in rivoli
di mille indifesi baci e sensuali carezze, scivoli
di abbracci pregni di tenerezza e passione estesa.
Ti sentii allora come ora , amore mio vero, dimora celeste
brivido lungo la sera, spasmo d’istinto, mia unica veste.

Commenti
quello di sentire ogni giorno, come il primo giorno, la gioia legata a chi accompagna la vita coi suoi passi vicini ai propri, con le mani come boomerang delle carezze di cui, mai sazi, ci si scambia in una vita a proteggersi come nessun altro potrebbe fare...
Che bella, Rosaria, che bella!