Questo spazio chiuso e invalicabile
le montagne e i sassi che la nebbia
rende incorporei, ma questo bacio
è un soffio, un evanescente sfiorare
di labbra, qui non c’è mai stato il mare.
E’ stato il volo di un angelo, uno slancio
a portarmi da te, ma c’è ancora la gabbia
sul fondo di questa valle invisibile.
Non ho le braccia per stringerti al cuore
mani da intrecciare con le tue, gambe
per rincorrerti sui prati e piedi
per ballare un tango con te. I tuoi occhi
però li posso guardare, sono stucchi
preziosi e dorati, con me non ho le fedi
sono alle falde del vulcano entrambe
perché si sciolgano alla foce del calore.
Sono sospeso, il corpo non è un fardello
non so nemmeno dove sia, se fosse vicino
a te, però, lo sentirei lieve come l’aria
e infuocato come una torcia. La tua saliva
sa di miele e liquirizia, c’è una nuova
vita nei tuoi passi, quella sola storia
che ti schiude la gola, un assolo di violino
infinito, uno spicchio di sole di cristallo.
n.b. ispirata alla tela " L'amore a distanza di Magritte"

Commenti
UN CHIUDERE CHE AVALLA L'INTIERO DECANTO.
SERENA GIORNATA.
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BELLISSIMA!
Deve essere molto molto grande per poter sopravvivere: i tuoi versi sono infuocati, hanno il volto dell'amore, annientano qualsiasi distanza............ ....Incredibile!.... ......Sempre bravo.....HERA