Suoni di seta nel fruscio lento della notte
nulla è spento a dispetto del buio
la tua stanza e la mia troppo distanti
i chilometri le nostre barriere, eppure
straniere le nostre voci non sono
e nemmeno gli sguardi che filtrano
dal cellulare, sarà che anche il mare
è invisibile da questa porzione di cielo
e che la tua onda e la mia s’assomigliano
quando si alzano le maree, la tua mano
che scivola su uno strato di pelle, il volo
tra il suolo e l’orizzonte, in questo verso d’amare
vince l’empatia, tra l’errore e l’umano
il confine può essere labile, ti chiedo perdono
se a volte non ti merito, se le mie tempie dure
prendono il sopravvento sul ventre molle dei canti
d’amore. Questo so, che non sono Dio
ma se lo fossi, è per te sola che abolirei la morte.

Commenti
che idea ragazzi! Una chiusa che vale un tesoro.
ciao piaciuta davvero e buona giornata
Ci vuole una forza straordinaria per amarsi da lontano.
Bravo!
Per uno dalle tempie dure poi...
Ciao
Carla