Uno spazio chiuso, un castello dell’arte
tutto nostro - che importa come lo chiami-
come già era, astratto, empio e nebuloso
come il silenzio dell’oceano, nel buio distratto
della luce fioca di ogni luna calante.
Un luogo di ritratti come un salvagente
da abitare senza rimorsi, il patto
che è stato scritto sulla sabbia, se lo richiami
dal cuore senza contorni allo stato gassoso
sarà un legame senza tempo, noi in disparte.


Commenti
Credo sia una poesia,in cui tu sei chiaro,come la luce di Hopper e chiaro è il dialogo che crei con le parole.Non c'è il tuo solito surrealismo,magari di difficile comprensione.
Sei un autore assolutamente poliedrico.
Inutile dire che mi piace anche questo tuo modo di scrivere,credo che dal commento sia evidente.
Complimenti e buona scrittura.