V
Mi fermai,
ove sèguito il sentier non aveva,
ai piedi d’un monte.
Sulla cima, a me di fronte
lontana si vedeva una dimora.
Il passo è chiuso, tarda è l’ora,
come giunger su l’altura?
Un’insegna, più in là, recava tal scrittura:
“Ivi ogni pensiero ogn’ora giace,
vago qui è il tempo, e il dolore tace
o più non s’addentra; piano, piano
nei cuor sottentra un sogno,
al quale più felici si soggiace”.
E più sotto:
“In tale scritto è ascoso il nome
di chi là in alto siede, pronuncialo
ed un varco s’aprirà dritto”.
L’enigma pareva non poco duro,
ma nessuna cosa si vieta
a chi d’amor si veste,
a chi ha l’animo puro.
Lessi: “Ivona”, e gridai:
“è lei che io cerco”.
S’aprì un varco
e felice verso l’alto m’inoltrai.
La cinsi a me con ardore,
e il suo profilo seguiva
e l’odore; sulle sue
stava per posar le labbra mie,
ma a quel segno svanì.
Mi scossi;
pareva vero mi dissi,
tale ad un magnifico sogno.
Tremante mi girai;
stavo sdraiato sul letto
sudato ed ansimante.
Mi fermai,
ove sèguito il sentier non aveva,
ai piedi d’un monte.
Sulla cima, a me di fronte
lontana si vedeva una dimora.
Il passo è chiuso, tarda è l’ora,
come giunger su l’altura?
Un’insegna, più in là, recava tal scrittura:
“Ivi ogni pensiero ogn’ora giace,
vago qui è il tempo, e il dolore tace
o più non s’addentra; piano, piano
nei cuor sottentra un sogno,
al quale più felici si soggiace”.
E più sotto:
“In tale scritto è ascoso il nome
di chi là in alto siede, pronuncialo
ed un varco s’aprirà dritto”.
L’enigma pareva non poco duro,
ma nessuna cosa si vieta
a chi d’amor si veste,
a chi ha l’animo puro.
Lessi: “Ivona”, e gridai:
“è lei che io cerco”.
S’aprì un varco
e felice verso l’alto m’inoltrai.
La cinsi a me con ardore,
e il suo profilo seguiva
e l’odore; sulle sue
stava per posar le labbra mie,
ma a quel segno svanì.
Mi scossi;
pareva vero mi dissi,
tale ad un magnifico sogno.
Tremante mi girai;
stavo sdraiato sul letto
sudato ed ansimante.

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