Quieto è il mattino, e senza vento;
passato il temporale,
tra le nubi, torna il sole
e il rugiadoso umore,
che sul frumento giace,
si tinge, e i suoi raggi rifrange,
una nuova luce spandendo d’intorno.
Pur ne la presta ora, non tutto tace,
perché dai segreti rami,
un pigolio s’avanza piano;
cosa ha il passero:
saluta il giorno nascente
o chiama aiuto di lontano?
Forse la madre piange,
che fin poc’anzi dal becco amor gli diede,
e lo iniziò al volo.
Ora il mondo guarda solo,
e sovente al dì perduto si volge;
e piange, e piange,
perché il conforto de la ricordanza
è breve, e vano,
pur questo nuovo giorno
gli giunge invano, questa nuova luce
e il sole, che pur la fitta selva
va fendendo, e l’aura scura,
che pur ogn’ora rischiara il cammino,
che pur gli illuminò la nuova via.
O madre, madre mia,
perché te ne andasti?
Che là si trova, almen dimmi,
quel ch’ognuno di noi spera!
Io son qui, e vivo negli affanni,
mentre tutto si trascina
verso il nulla che era.
passato il temporale,
tra le nubi, torna il sole
e il rugiadoso umore,
che sul frumento giace,
si tinge, e i suoi raggi rifrange,
una nuova luce spandendo d’intorno.
Pur ne la presta ora, non tutto tace,
perché dai segreti rami,
un pigolio s’avanza piano;
cosa ha il passero:
saluta il giorno nascente
o chiama aiuto di lontano?
Forse la madre piange,
che fin poc’anzi dal becco amor gli diede,
e lo iniziò al volo.
Ora il mondo guarda solo,
e sovente al dì perduto si volge;
e piange, e piange,
perché il conforto de la ricordanza
è breve, e vano,
pur questo nuovo giorno
gli giunge invano, questa nuova luce
e il sole, che pur la fitta selva
va fendendo, e l’aura scura,
che pur ogn’ora rischiara il cammino,
che pur gli illuminò la nuova via.
O madre, madre mia,
perché te ne andasti?
Che là si trova, almen dimmi,
quel ch’ognuno di noi spera!
Io son qui, e vivo negli affanni,
mentre tutto si trascina
verso il nulla che era.

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