Umile zolla che perpetuamente
il tuo grembo sciogli,
e meraviglie generi, forti e frali,
e d’erbe il mondo avvolgi e di colori incanti.
Negli ampi deserti, sulle rupi, le pianure
e negli informi abissi dei nostri mari,
i semi accogli come amorosa madre,
li avvolgi li proteggi e concepisci.
I cocenti rai del sole ti riscaldano,
il vento ti rinfresca e t’accarezza;
la pioggia e la rugiada ti disseta.
Non ti lagnare se il piede mio,
ignaro, ripetutamente ti calpesta,
poiché non m’è d’uso il volar
e non voglio umiliarti o farti mesta.
Anche mia sei madre premurosa,
mi nutri amorevolmente e mi sostieni.
Sempre a te penso e mi sento che t’amo
d’un amor filiale che mai non scorda
chi per lui fu vita e, in me, viva ti sento.
Quando cadrò, alla fine dei miei giorni,
tu ci sarai ancora a sostenere il mio cammino,
se d’alberi e fiori, colorata terra,
sarà intrisa la mia futura vita.

Commenti
Che sempre nutra per TE Poesia e VITA!
Piaciuta molto, un saluto. Grace
Sublime pensiero poetico.
Buon Natale, Luigi.
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