Stillano lucenti dalle cineree nubi,
le amare lacrime del mondo,
bagnano scivolando sui miei capelli grigi
e rigano il mio viso trasformato dal tempo,
come un tempio abbandonato da chissà quanto.
Scendono dal cielo plumbeo i cavalieri alati,
a combattere l’oscuro e cinico nemico,
i camici bianchi e i volti nascosti e mascherati,
a lenire i dolori immani e spegnere i lamenti;
ma il ciclo dell’acqua è eterno come un dio
e crea un abisso che ci attira e ci sfida,
distrugge i sogni che ognuno ha avuto,
spegne i desideri accesi e gli amori ardenti,
come un vento adirato da inclementi dei.
Quanta tristezza scorgo nei tuoi occhi
dolce amica di tante e dolci tenerezze,
con i tuoi occhi celati dalla fuliggine del passato
e il viso sgraziato, ma sempre tenero e dolce.
L’ineluttabilità degli eventi regna sovrana,
in questo mondo dove tutto si confonde
e sprofonda le menti umane nell’oblìo.
Amico caro, penso al tempo che si dilegua,
penso a quando non udrò più il tuo suono
e l’armonia delle tue limpide parole,
a quel tuo modo di addolcire la mia esistenza,
pronto a raccogliere e asciugare le mie lacrime,
alla positività del tuo pensiero che sa sperare,
al tuo continuo nutrirmi di cose eterne,
come se la vita oltrepassi i confini della morte.

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