"Vieni più vicino, parliamo qui insieme
degli anni lontani, di un tempo che fu,
quando dolce uno sguardo accendeva un sorriso,
quando lo sfiorar delle morbide labbra
sul dorso d’una mano candida e gentile,
faceva battere il cuore e le gote arrossire".
"Gesti nobili, semplici, teneri e sinceri
di un’anima, che dolcemente amava,
ad un ballo o in un’allegra passeggiata,
in un giardino, quando schiuse le rose
mandavano d’incensi olezzanti parole".
"Nel bosco ombroso una dolce carezza
e le mani tremanti che si sfioravano,
in quel magico stormire di foglie e tremolanti".
"Le mani che poi si stringevano febbrili
e un tenero furtivo bacio che ti saziava d’incanti".
"M’odi? La voce mia, forse, ti giunge un po’ stanca,
come il suono indistinto di una squilla lontana,
ma è schietta, serena e sono ancora loquace".
"Ti ricordi, amore, le soavi melodie del cuore"?
Ella si strinse più a me e mi guardò fisso, sognante.
Dissi: “Te le ricordi, lo so con estrema certezza;
un brillìo scorgo nei tuoi occhi come diamanti,
stessi occhi di quegli anni lontani, di un tempo che fu”.

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