Col cielo giocai la mia partita
e la mia bussola fermai sul tuo amore
simile a un viaggiatore disperato senza meta
senza luce... chiuso fra quattro mura
come cigno esiliato dal natio nido materno
come un Icaro precipitato rovinosamente
come un albatros dalle ali amputate
dimenticato su un'isola impotente e infelice
con l'ustione di un dolore senza cura
marchiato addosso con il fuoco della passione
relitto superstite di un' esistenza vana
scavai a mani nude il male
ne sradicai le radici...
riportando alla luce il difetto celato
esausto riposo qui in un desiderio simile a larva umana
condannato a una pena immeritata e ingiusta.

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