Una luce, una lampada sul tavolino
che brillava di fuoco e di stelle,
e noi che lanciamo ombre colorate
dai nostri propri sguardi.
Le tue curve che riecheggiano in lampi,
ed io, mio Dio, sono felice.
Due della mattina, spaccate, ci amiamo ancora
mentre tremando
provo a raccogliere i miei pensieri,
per rivelarti segreti meravigliosi,
un desiderio, un sogno,
un sospiro.
Poi improvvisamente tu piangi, vedendo il mio sguardo tremare.
E il tempo passa, e il fiume intanto cambia la sua forma.
I tuoi occhi mi cercano ancora
ma si aspettano pericolo,
prevedono un rischio,
temono dolore e paura,
il calore di un cuore che brucia….
Incerto sulla tua reazione,
non sapendo di cosa le tue lunghe dita
mi stessero parlando,
soffiavo amore nei tuoi pensieri,
sussurrando i miei sogni a mezza voce.
E poi mi alzavo,
disperato per trovare un equilibrio al limite dei tuoi sospiri,
preoccupato che se ti avessi guardato troppo a lungo
sarei caduto e mi sarei perso nei tuoi occhi.
Te lo ricordi?

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