(«Paris est une blonde, Paris reine du monde»)
Come l’ultimo ricordo di un immenso mare salato
che da domani non esisterà più,
il nostro pensiero si riunisce e poi si consuma.
Fra gli stratocumuli di Parigi,
fra i pinnacoli e le flèches della cattedrale.
Ed è una fretta che rende ignoti, questa,
è l’escatologia apocalittica,
è la rivelazione della fine dei tempi.
Così eccola qui la città più romantica del mondo:
ecco la giovinezza, le linee curve,
ecco gli arabeschi,
ecco Sainte Geneviève, ecco la dama dalle bianche guance,
ecco la donna che piange e l’epidemia che passa.
Tu mi troverai pronto, sul punto del come e del per sempre,
a leggere le Vie des Saints des Petits Bollandistes,
e a studiare le Fleurs du Mal;
a valutar l’ascesi da penitenza,
e a sgranar bestemmie.
Ma come il suo, anche il mio è un equilibrio statico,
emblematico come la transitorietà;
falso come una quiete nel suo stato d'apparenza.
La Belle Époque, il Can-Can, l’Art Nouveau,
sono tutto il peggio di ieri che si è fatto il meglio di oggi:
e allora tu non aspettarmi sveglia, perché io mi fermo qui,
in questo sogno,
con i miei appunti, i miei dubbi, con le mie mille e una sfuocate poesie.
Il solo amore che posso credere vero.

Commenti
Forse "panta rei os potamos " vale per tutto , ma non per la poesia , in circolo infinito nelle vene , come l'amore che ci appartiene fino alla fine di ogni mondo interiore .
Piaciuta , si potrebbe sminuzzare , ma in ogni verso è contenuto un piccolo universo ...sono tante poesie che colmano alla foce di un mare ..
Bella.
PS: nel titolo , la prova che poi in fondo , è sempre quella la ricerca interiore , l'essere amati , è già consolante di per sé , al di là di tutto il contesto
Buona poesia Charlie .
Il titolo sta a indicare che anche nell'impossibilità di vivere dentro a un sogno, quella di essere amati rimane comunque una gran bella cosa...