a un punto
di non ritorno,
qui attorno
non c'è più nulla,
è tutto vuoto,
dove saranno finite
quelle entità
che mi accompagnavano,
che mi sorreggevano?
Con loro ero al sicuro
Sono giunto
a un punto
cruciale,
il mio animo è pervaso
da una complessa miscela
di paure,
inquietudini,
incertezze,
di scelte scomode,
e il mio pensiero
fa capolino
al passato,
ed ecco che rivedo
quegli immensi prati verdi
abbagliati da un sorridente sole estivo,
calpestati da un allegro pargoletto
coi suoi giochi,
coi propri idoli,
con ingenue convinzioni,
avvolto da immancabili protezioni
Ora quei pilastri
non ci sono più,
ne sono rimaste le macerie,
il cielo si è fatto cupo,
portando tristezza
dove all'epoca c'era spensieratezza,
sostituendo con asfalto color grigio
quei giardini rigogliosi,
e al posto delle foglie
vi sono carte di giornale,
con notizie
tutt'altro che rassicuranti
Ecco arrivare un carro nero
parato a lutto,
dentro la tomba
vi è l'Innocenza,
vittima di una sentenza
forzata,
alla quale non si può sfuggire
Lenta dentro me
una lacrima scende fino al cuore
lo impregna di sale
l'avvolge nel suo triste e trasparente dolore
senza rendersi conto
che il suo neutro colore
fa sparire ogni sprazzo di luce.
luce fioca
che mantieni la vita
ma non sai renderla viva.
nel tuo lento scendere
porti via
ogni dolce armonia d'amore.
Volti
che la vita mi ha donato da guardare
volti
pregni di storia e di sorrisi
dove scorrono pensieri come nuvole d'aprile
volti
dove perdersi tra occhi
che parlano in silenzio
volti
duri e senza amore
o solo chiusi dal dolore
volti da prendere tra le mani e baciare
volti
da asciugare con la pelle del tuo viso
e il contatto ti darà le carezze più vere
volti
dell'umanità
colori accesi in un buco nero
si fondono e esplodono
in un folle universo colmo di strade
si incontrano nel dedalo
respirano la linfa vitale
la assorbono in un vortice impaziente di distruggere
e la liberano su terra bruciata
toccando il legno ruvido dei ricordi consumati
contemplando quel che erano gli occhi spenti
mentre la fredda speranza fa impazzire
finché non sentono più nulla
e si spengono.
Vaga luce fioca in lontananza
echi lontani di voci soffuse
remote essenze strappate
dentro gli spasimi del cuore
l'ansimo di un respiro senza fiato
s'instaura sul tuo labbro esangue di baci
e sei alito di vento
che porta lontano l'anima che muore
un sorriso solitario
perso tra i volti ignoti
gesti nervosi
al culmine della follia
su una distesa di lamiera
freddo acciaio rivolto al cielo
ombra funesta dell'uomo
sulla fanciullezza che va via
una palla rimbalza
scalfisce il burattino
nella fuliggine del futuro
una nube copre la via
circondata da testimoni in cemento
precursori della decadenza
specchio di uno spirito morto
quanti passi falsi
quanti rumori inutili
quanti sguardi evitati
vergini lacrime nere
dalle mura decrepite.
bagliori e polvere brillante
squarci nel buio:
un sussurro smuove la malinconia
avverto la piacevole musica della solitudine,
ballata silenziosa del mio mondo,
vibrare di un'anima legata a nessuno
attendo, perso in un limbo, un cenno
respirando la muffa delle mie mura
un sorriso specchiato sul vetro
in frantumi, la visione mi ferisce.
Detriti e sangue
sparsi nel mio ventre
malattia oscura della mia mente
visione offuscata dei ricordi
illusioni e realtà confuse
godo l'estasi indefinita
finché un sogno non mi sveglia:
la sorte e il fato mi porgono la mano.
Sentore di fieno
che penetra le nari
sa' già d'estate
di caldi languori e sere stellate
di spuma bianca salsedine e sabbia
ride il cuore e danza
tra un raggio di sole
che scalda e innamora
tra dolci tramonti arrossati
e tiepide notti di luna
sotto un cielo che sa di temporale
l'aria statica prende fiato
e s'impregna d'odore d'erba
solleticano il viso pulviscoli d'insetti in volo
in lontananza rimbombi ed echi di tuoni
riempiono l'orecchio che ascolta
preludio di tempesta d'estate
che aspetta solo di arrivare
immobile e silenziosa la voce degli uccelli tace
arrivi veloce...
copri con le nuvole basse
ogni spiraglio di sole rimasto
uno squarcio..
e il cielo si accende sotto scariche di lampi di luce
Venne un'ombra alle mie spalle
leggera quasi stesse ballando
la vidi nello specchio
notai i suoi occhi
dal sinistro bagliore
sul volto nero e il corpo di fumo
Mi disse che mi conosceva da sempre
le chiesi chi fosse
"Oh sono solo un fantasma" replicò
Sentii il peso di una mano invisibile
schiacciarmi il torace
ma era il cuore dentro a battere forte
Sentii le sue dita penetrare
quasi a voler fermare il respiro
poi si sfilarono mentre udii
un sogghigno e un sospiro
di nuovo chiesi "Ma tu chi sei?"
Rispose scandendo le lettere
"Io sono la morte, ritornerò
qui non c'è nessuno
da uccidere per ora, ripasserò"
Lei svanì nell'aria
ed io svanii nello specchio
Non c'è nessuno da uccidere qui
no, non c'è nessuno...
i miei giorni inquieti
e le notti insonni,
il battito perennemente
veloce e irregolare
trasudando dalla pelle
la mia febbre di vita
il mio senso oscuro di morte
e tu che mi succhi amore
dalle labbra dischiuse in un bacio
un morso di passione
che insieme mi nutre e consuma
fino a stremarmi
mio piccolo vampiro assetato
di sogni, voglie e paure
Per te e per te soltanto
preparo la giugulare pulsante
per il mio salasso emozionale
hanno mutato colore
ora neri come la notte
un tempo verdi come smeraldi
o azzurri come cieli omogenei
si, i miei occhi sono antichi
di viaggio in viaggio
di vita in vita
hanno visto la storia compiersi
hanno visto ere misere e gloriose
imperi nascere e cadere
e paesaggi trasformarsi
mari divenire deserti
e ghiacciai diventare montagne
fiumi seccarsi
e lagune gonfiarsi
si, credimi, i miei occhi sono antichi
e ti guardano con lo stesso amore
di tanti secoli fa
e non s'impregnano di profumi e nettare
Farfalle virtuali in cieli finti
e io non godo di un volo surrogato
che si posa su fiori di plastica
e io non credo nei giardini senza linfa
il mio cuore è fatto di sangue
e se ti bacio voglio sentire le labbra
in questi giorni di desiderio sintetico
dove tutto è calibrato
La gioia non si simula, semplicemente si prova
non amo farfalle virtuali in cieli finti
non programmo orgasmi
fisici o mentali
ti offro ali vere e i sensi nudi
vieni, il mio cielo è autentico
perfino mentre stiamo sognando





