Silenzio ora
anche il cuore tace
le parole son dette
non ha piu' grido la voce
s'alza la nebbia
sottile come tulle
e copre senza peso
copre ciò che era speranza
e non c'è stato
copre e bagna
come lacrime perse
cadenti come stelle
nel cielo d'agosto
e l'anima china
ora sfiora la terra
s'imbeve di peso
e non riesce più ad alzare
quel suo volo inatteso
che sapeva di mare.
Stringe il cuore in una morsa
si frantuma come cristallo
mille schegge brilleranno
e nell'aria si espanderanno.
al suo posto un vuoto cupo
come tenebra rimane
nessun battito divampa
ormai nel petto.
e l'anima continua
imperterrita il cammino
sostenuta solo dal vento
che la regge come spalla e violino.
crollan ponti
lungo il fiume
e il fuoco ormai s'accende
nella notte senza stelle
che io possa ancor sentire
il tuo battito ribelle.
Nel profondo lago
s'affondano le mie speranze.
nell'attesa sorvola a pelo d'acqua
come libellula l'anima mia
vibra d'aria
s'innalza, s'abbevera di succo d'amore
un tuffo
e scompare alla vista
nel profondo specchio
nuota soffocando le grida
e poi leggera
come polline riprende il volo.
si ricopre di sguardi e parole
di piccole gioie
mai sazia d'innalzarsi
ne trae beneficio.
un'anima
sola e assetata di cielo.
Risaltano opalescenze
sopra lacrime versate
s'infuria l'anima
e il turbine arriva
mare d'indaco
come viole
verdi smeraldi
gli occhi nella tempesta
salgono come certezze aquiloni
poi un soffio
il vento tace
e l'aurea Ros a aurora
prevale
sull'immenso mare.
Solamente la corvina luce del Nulla
Poi lente, placide, tranquille ritorsioni
Tempra il tuo spirito
brillio
d'acciaio sulla forgia
sotto il canto dell'usignolo
s'avvale di tormenti
nell'acuta nebbia
scompare come sogno
tra ragnatele e dissonanze
pervade l'anima
semplici le gesta
concludono il viaggio
orbace trama della vita.
Soffiate alisei su canapi stesi
la vostra voce sia canto d'amore
parole d'ossidiana nera
scivolano su bianchi visi.
sorrisi
come perlacea luna
illuminano i volti di donne in attesa
di una promessa.
il calicanto emana note fiorite
stordisce l'aroma come liuto che ammalia.
sotto un sole d'oriente
una musica arriva da lontano
a muovere i fianchi.
sensuali richiami son le mani
che muovono l'aria.
nella notte tiepida d'Arabia
anche il velo non copre ma incanta
occhi scuri guarderanno i tuoi
e sarai solo schiavo.
pronti alla metamorfosi,
farfalla è l’anima.
Arcobaleni d’ali
di iridi immalinconite
dai tuoni della vita
come nei temporali d’aprile.
Meraviglioso è il suo pensiero
quando anela a sprigionare
il desiderio più bello.
L’aprire il volo della libertà,
vuol dire librare l’anima
in sottofondi di mille pastelli
per un altro volo ancora…
Giri concentrici sull'acqua
aprono nuovi orizzonti
perfetti nel suo insieme
vibrano
increspando gocce
che scintillano dentro
portando i confini ad aprirsi.
visioni di un mondo acqueo
luminoso ed iridescente.
dove i pensieri galleggiano
prendendo parte e forma.
una massa liquida di mercurio vivo
che ti avviluppa
e ti affonda nel sogno.
Attendere..
attendere che qualcuno
con in tasca un pezzetto di sorriso
che gli cresca lo voglia dividere con te.
elemosinare parole..
che qualcuno non usa
per poter che il cuore
si sollevi e creda
che davvero le dedichino a lui...
aspettare..
un bacio perso da qualcuno
e trovato per caso.
vivere così
illudendosi che qualcuno ti cerchi
per non perderti più.
sono solo lame
che trafiggono l'anima sola
incapace di gioire
dimenticata nel mondo affollato.
non ha limiti né confini.
L’Africa non è un posto,
né un depliant in un’agenzia di viaggi.
L’Africa è un cammino tortuoso…
un pellegrinaggio per tornare a sé stessi,
uno svestirsi del superfluo fino alle ossa.
L’Africa è il nome dell’anima.
L’Africa ti svuota…
a volte non ti lascia dormire
e ti percuote con immagini e suoni,
poi ti riporta al mondo con il sorriso migliore.
L’Africa è un cordone ombelicale mai tagliato,
un rudimentale cuore secondario
che pulsa seguendo regole non comprensibili.
l’Africa è un battito…
un battito…
un battito…
Sebbene non ci siano
elucubrazioni e neppure remore
ogni cosa e' nebulosa
coperta da una nebbia fitta e bagnata.
dove nulla fa intravedere
solo stalli e mute parole
ferme su labbra asciutte
rimangono come stille di rugiada mattutina.
chiara la mente lavora instancabile
avvinta come carta moschicida.
ma non più s'aprono
fessure e ovattato pure l'orecchio
si stacca da ogni suono
e il silenzio assordante
ricopre ogni senso
che vibra senza muovere niente.
attimi di immobile follia
sopraggiungono a far tacere
anche il cuore.
intese come sassi
che pesano sul cuore,
fiumi di lettere perse nella notte
che silenziosa le copre.
cupi e penetranti come spilli
bucano i pensieri
che emergono intimiditi.
verso l'alba di un nuovo giorno
dove il solstizio divampa
e acceca la mente,
si placa e può finalmente riposare



