Volevano solo decorare il traguardo per il vincitore con delle siepi,
ma da quelle siepi spunta sempre chi bara sulla linea.
Corrono quasi tutti alla fine:
spiegano i polmoni come dei paracadute
per le vertigini senza fiato;
ma loro sbucano da lì.
C'era quello impacciato che è arrivato primo contro se stesso,
c'erano canottiere bianche senza marca e numero
(nessuno si ricorda di chi sgobba così)
e c'erano i vecchietti con l'asta per il binocolo.
Alla fine vince chi scavalca la siepe.
Grassi e idratati, tagliano la linea con un sorriso curato
per i fotografi e le fotografe. Guai agli incavi, alle fosse,
alle lodi e alle dediche ai taxisti che proliferano nelle fotocopiatrici.
Loro hanno vinto. In furbizia.

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