Ricordo
i corpi ridere diamanti
cantare agosto da sorgenti
Si sentiva nostro
quel posto scabro e diroccato
vissuto a lungo

insieme ai raffi delle more
graffi con dipartite
nastri per le gambe
il tatto, l’assenzio
Giorni d’eutanasia
tre per gridare amore
pochi -vissuti a lungo
sul picco del silenzio
L’altitudine è stata ferma
per tutti gli anni
La roccia ha inciso
la tua voce
Tu che scrivevi
b e l l a
la mia rosa assiepata
Io m’assiepavo
speculare al dire

 
Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 14-07-2014 10:36
straordinaria, Rita, particolare e bellissima, gli ultimi 5 versi sono speciali. :-)

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