Ricordo
i corpi ridere diamanti
cantare agosto da sorgenti
Si sentiva nostro
quel posto scabro e diroccato
vissuto a lungo

insieme ai raffi delle more
graffi con dipartite
nastri per le gambe
il tatto, l’assenzio
Giorni d’eutanasia
tre per gridare amore
pochi -vissuti a lungo
sul picco del silenzio
L’altitudine è stata ferma
per tutti gli anni
La roccia ha inciso
la tua voce
Tu che scrivevi
b e l l a
la mia rosa assiepata
Io m’assiepavo
speculare al dire

 
Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Quell’estate del passato
dolcemente distesa
nei miei ricordi giovanili
è lì che mi fa scudo
all’infausto presente,
quando onde freschissime
del mare di notte
abbracciavano serrando
le tenere speranze
di ragazzi spauriti
al contatto fremente
di due seni sconosciuti.
Rotondità vibranti
dentro l’acqua
e brividi
di scoperte amene
e pulsazioni acerbe.
Profilo Autore: nabrunindu  

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Come potrei scordarti,
come potrei scordare i tuoi occhi blu
e i capelli lunghi e biondi 
con i boccoli che toccavano le spalle.
Noi due sempre insieme,
sempre pronti a sfidare il mondo.
16 anni!
È il periodo dell’onnipotenza,
del sorriso sulle labbra.
Ricordo ancora quel giorno lì al “Vetrano”.
La voglia di vivere 
un’estate indimenticabile era tanta.
Un motorino che si inceppava sempre,
il desiderio continuo di mare,
di tuffi, di giochi.
Volevi metterti in mostra,
volevi che lei conoscesse  il tuo coraggio.
Non potevi sapere!
Non potevamo sapere!
Eri appena emerso dall’acqua,
stavi fermo sullo scoglio, in bilico.
Un attimo,
un secondo maledetto e l’onda ti ha trascinato via!
Inutile il mio lanciarmi in acqua.
Inutile gridare il tuo nome.
Ci hai lasciato con un sorriso e poi nient’altro.
Mi manchi amico mio.
Un maledetto 4 luglio di vent’anni fa
tra le onde ti ho perso per sempre
e per sempre ho perso anche una parte di me.
Rivedo spesso quel mare e ti sento,
sento ancora la tua voce che dice:
“noi siamo invincibili!”
 
Profilo Autore: FRANCESCO LUCA SANTO  

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Quell'estate
stava per finire
lo ricordo ancora
come fosse ieri
stavo al lavoro
quando alla radio
dissero di un attacco
sembrava immagginario.
Quell'estate
non fu più estate
il cielo grigio fumi di guerra
un boato assordante
sulle torri gemelle
successe in un attimo
perì tanta gente.
Sembrava una mattina come tante
da quell'estate
non fu più lo stesso.
Una immane tragedia
causata dall'uomo.
Era settembre lo ricordo ancora
fra le macerie una manina
stringeva forte
la sua bambolina...


 
Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Se volgo il mio cuore al passato
mi viene da ricordare 
quella lontana estate '84
che sapeva solo di mare!

Il cielo era  sempre azzurro
senza nuvole scure,
sole tanto sole
 senza paure!

Era l'estate della leggerezza 
dei vestiti a fiori, 
del cerchietto ai capelli,
del  jukebox e della spensieratezza !

La foto con le quindici fiammelle
sulla mia  torta panna e cioccolata,
ricorda la mia età
e  un estate coccolata.

Pur avendo  poca libertà
e tanta  tanta fantasia
quell'estate fu la più bella 
forse  della vita mia!
Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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luce che arde nel cuore 

ondeggia come il mare 

la schiuma il mi' sorriso 

fermo come una statua 

 cocente sotto sole 

si sgretola pian pianino 

 

non ci si spoglia facile 

le colpe come maglie 

pesanti smesse a giugno

quando il cielo sereno 

è copia di ciò ch' ero 


ebbi il sole in pugno

 

ma poi mi vinse il freddo 

 mio nudo petto ora

un fiammifero stretto

all' estate del cuore 


buttai ali in dimora

 

Profilo Autore: saci  

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Andò via
una sera di luglio
attaccata alla coda
di una cometa.
 
Forse ad agosto
tornerà sulla terra
sotto forma di stella cadente.
 
 
 
Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Dai la mano  ai liberi viaggiatori
nell'universo fantasma, sognato, augurato
più delle stelle
Quasi inarrivabile, mistura di profumi
colori brucianti
di acque e terre bianche
che compaiono, scompaiono
come il deserto dopo la tempesta
Nei borghi sparsi di fantasiose capanne, sabbia, fuochi
gente allegra, di fianchi in movimento 
Le piogge a sorpresa rimbalzanti, tintinnano a terra
vigorose, come di neve sciolta
Vita tranquilla, senza obblighi ne orologi
magnificando i doni avuti, diversa nel suo attraversare
di notti ansimanti, guardando luccicare l'oceano crespato
colmando gli occhi, di strabordanti tramonti 
ed affilate nuvole a perdifiato
Alberi, pali rigogliosi
arrampicati da bambini luccicanti, sprizzanti
Pesci d'arcobaleno, curiosi, festosi
Profumo di tabacco a folate
Ovunque, amalgama di gente in stoffe tropicali
Donne di fiori, sorrisi e sorpresi sguardi
Cigolii di biciclette usurate, assemblate nel tempo
mercati di pesce sulle barche
con voci straripanti, canti di festa
Polinesia, accarezzato, lontano sogno per noi 
beltà di questa crosta, madre calpestata, maltrattata
Finiranno tutte le pene
inizierà un altra favola
quando tornerò
sarò ancora il tuo pirncipe azzurro

 

 


 





 
 


 
 





 
Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Strade vuote e larghe di grano

estate del '96

In viaggio verso la Sicilia

di quel mare non più blu

Mio padre era lì

la 128 una lamiera impolverata

senza ammortizzatori

le vibrazioni sotto il vecchio cane che abbaiava

sporto da quel finestrino

salsedine di città di musica di libertà

Curve e coste di un'età

che aveva un po' di senso

per molti già diplomati ormai non più!

 

Il mangianastri e

quell'odore di calcina e gomma fusa

il cambio ridotto all'osso

quel disco ogni tanto proponeva

una canzone che non scordo più

a volte affiora il sibilo di quelle note in testa

non vogliono tornarmi in mente le parole

lascio perdere e sospiro

un pianto divertito

tanto non ritorneranno più

E' giusto così!

Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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